Coronavirus, OMS: “Diffusione virus possibile anche nell’aria”

L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) riporta importanti novità in ambito coronavirus: possibilità che si diffonda anche nell’aria. Ad annunciarlo un’italiana.

Da molto tempo sotto osservazione. Un punto chiave per la lotta al coronavirus. Il fattore in questione è l’aria che respiriamo. L’OMS dichiara apertamente l’alta probabilità che il Covid-19 sia presente e che, appunto, si diffonda nell’aria che “annusiamo” e di cui ci nutriamo tutti i giorni. Dal punto di vista dell’emergenza sanitaria, che tutto il mondo sta attraversando, tali dichiarazioni cambierebbero notevolmente le carte in tavola. Soprattutto per i locali chiusi, ove, se confermate (con prove certe) tali affermazioni, le norme comportamentali subirebbero un notevole cambiamento, riconducibili, senz’altro, ai posti con un sistema di scarsa ventilazione. L’area tecnica dell’Organizzazione Mondiale della Sanità ha accelerato le pratiche per comprendere meglio tale fenomeno, così da poterlo inquadrare a 36o°.

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Le dichiarazioni tecniche dell’OMS: la responsabile è un’italiana

oms coronavirus
Benedetta Allegranzi, responsabile tecnica OMS (Foto Facebook Revista Evoke)

A prendere parola su quanto poc’anzi affermato è Benedetta Allegranzi, la responsabile tecnica dell’OMS per la prevenzione e il controllo delle infezioni. Allegranzi, dopo l’uscita ufficiale della lettera aperta inviata a 239 studiosi di 32 Paesi mondiali, ha ammesso che ci sono notevoli e crescenti prove del fatto che il Covid possa presentarsi anche come “agente atmosferico” e che, quindi, si possa trovare o essere trasmesso attraverso piccole particelle sospese nell’aria. La specialista ha altresì dichiarato: “La possibilità di trasmissione aerea in ambienti pubblici, specialmente in condizioni molto specifiche, come locali affollati, chiusi e poco ventilati, non può essere esclusa”. Gli studi proseguono senza sosta. Altre prove, come specifica sempre l’italiana in questione, devono essere raccolte e interpretate nel minor tempo possibile. Potremmo trovarci di fronte ad un altro tipo d’attacco da parte del Covid-19. Il tempo è un fattore determinante e necessario per continuare una dura lotta.

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