Anniversario bomba atomica, 75 anni fa l’inferno in Giappone

Anniversario bomba atomica: settantacinque anni fa fu completamente distrutta la città di Hiroshima, poi toccò a Nagasaki 

Oggi è l’anniversario della bomba atomica: settantacinque anni fa, alle ore 8.16, gli americani sganciarono sulla città di Hiroshima l’ordigno che sul colpo uccise circa centomila persone. Incalcolabili, poi, gli effetti che la popolazione ha subito nel corso dei decenni come le malformazioni.

Ma al nome di Hiroshima viene sempre associato anche quello di Nagasaki che tre giorni dopo, il 9 agosto del 1945, subì lo stesso infame destino portando il Giappone alla resa incondizionata del secondo conflitto mondiale.

Little Boy” era il “nome” della bomba fatta esplodere il 6 agosto. “Fat Man” quello della seconda.

Dopo tanti anni questo evento è ancora molto sentito in Giappone ma anche in molti altri Stati del mondo. Ogni anno sono tante le cerimonie commemorative che ricordano quel triste evento, cerimonie organizzate soprattutto dai movimenti per la pace contro l’utilizzo dell’atomica.

E non mancano mai le polemiche.

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Bomba atomica, attese ancora le scuse degli Stati Uniti

Anniversario bomba atomica
Obama alla commemorazione della bomba atomica (Getty Images)

Nonostante siano passati settantacinque anni da quei fatti e le alleanze e le condizioni geopolitiche sono totalmente diverse, gli Stati Uniti non hanno mai chiesto scusa formalmente. Non lo fece neanche Obama nel 2016, il primo presidente Usa, nonché premio Nobel per la Pace, a recarsi a Hiroshima il giorno dell’anniversario.

Probabilmente gli americani non l’hanno mai fatto per legittimare quel gesto che pose fine definitivamente alla Seconda Guerra mondiale anche nel Pacifico, dopo aver terminato le ostilità in Europa già mesi prima.

Secondo alcuni studiosi di storia, quel gesto non solo fu inutile perché ormai il paese del Sol Levante era militarmente già in ginocchio, ma simbolico in quanto servì a “mostrare i muscoli” all’Unione Sovietica nell’ottica della Guerra Fredda che già si stava delineando. Ma questa resta solo un’ipotesi. Basi documentali, fonti che testimonino questa volontà da parte degli americani, non ci sono.

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