Coronavirus, crisi turismo: senza stranieri crolla il lusso

Turismo in crisi causa coronavirus. L’assenza degli stranieri svuota le strutture ricettive, i ristorazione e gli hotel lusso: mancata spesa di 14 miliardi di euro in tre mesi

Il coronavirus, è risaputo, ha dato una batosta incredibile al turismo italiano. Forse uno dei settori che ha risentito più di tutti delle misure restrittive adottate per sconfiggere la pandemia globale. Adesso che la stagione estiva si avvia verso la chiusura, arrivano i primi resoconti. L’assenza di turisti stranieri ha inciso moltissimo sull’economia, in particolare ha causato il crollo del settore di lusso. Gli hotel a 5 stelle, sono frequentati per la maggior parte del tempo da viaggiatori americani, cinesi, russi e brasiliani. Tutti mercati chiusi da oltre 6 mesi, durante i quali sono stati cancellati oltre 9 milioni di pernottamenti (circa il 40% annuale). Gli hotel di lusso hanno registrato un calo di prenotazioni dell’80%. Secondo Confcommercio il calo dei turisti stranieri è pari al 91%, che si traduce in ben 14 miliardi di euro spesi in meno rispetto lo scorso anno.

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Coronavirus, turismo: in crisi anche la ristorazione

coronavirus aeroporto
coronavirus aeroporto (gettyimages)

Le mete più ambite del turismo italiano sono sempre state senza subbio le città d’arte. Con la loro grande percentuale di internazionalizzazione, costituiscono infatti gran parte del turismo di lusso. A soffrire però non sono state solo le grandi città, una buona fetta del settore lussuoso appartiene a località come Taormina, Montecatini Terme e Sorrento. Soffre molto anche la ristorazione, secondo Confcommercio, per l’81% delle attività la stagione sta andando male o molto male. Tale mancanza di consumo si traduce in 3 miliardi di euro in meno. La mancanza di viaggiatori provenienti da Giappone e Usa, preoccupa gli operatori del settore luxury. Tutto ciò va a discapito dello shopping made in italy, che occupa la terza posizione in termini di spesa dopo alloggio e ristorazione, con una perdita di 5,7 miliardi di euro.

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