Omicidio Willy, gli accusati chiedono l’isolamento: i motivi

Omicidio Willy, i fratelli Bianchi e Pincarelli chiedono di restare in carcere anche dopo la quarantena per timore di ritorsioni

Omicidio Willy, i fratelli Bianchi e Pincarelli, gli imputati accusati del brutale omicidio avvenuto a Colleferro la notte tra sabato 5 e domenica 6 settembre, sono in carcere in isolamento e potrebbero  restarci anche oltre quattordici giorni.

Secondo le nuove regole anticontagio, infatti, e tre stanno ora trascorrendo la propria detenzione nel carcere romano di Rebibbia in celle singole. Ma c’è il timore di ritorsioni da parte di altri detenuti viste le brutalità dell’omicidio e pertanto i legali hanno chiesto che l’isolamento per i tre continui anche dopo le due settimane già previste.

Come riporta il Messaggero, i legali dei tra hanno già fatto richiesta perché l’eco dei tragici fatti è giunto anche in carcere e si teme per l’incolumità degli accusati.

Anche il garante dei diritti dei detenuti nel Lazio, Stefano Anastasia, ha espresso le stesse perplessità, paventando quindi la concreta possibilità del pericolo.

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Omicidio Willy, ieri i funerali: accusa cambiata

Ieri intanto si sono svolti i funerali del giovane assassinato. Alla funzione avvenuta nel campo sportivo di Paliano hanno partecipato anche il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il Governatore della regione Nicola Zingaretti.

Centinaia i cittadini presenti con una maglietta bianca, simbolo di purezza, al posto dei fiori, così come aveva chiesto la famiglia.

Nella stessa giornata delle esequie c’è stato anche il cambio del capo d’accusa: da omicidio preterintenzionale a omicidio volontario.

I fratelli Gabriele e Marco Bianchi continuano a rigettare le accusse, dicendo di aver partecipato alla rissa per sedarla e che non hanno pestato il ragazzo. Il quarto indagato, ora ai domiciliari, Francesco Belleggia, accusa invece i due.

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