Recovery fund, spunta la data dei primi fondi UE: bisognerà aspettare

Le linee guida proposte dal governo per l’utilizzo del Recovery Fund non riescono a mettere d’accordo tutti: è scontro aperto.

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Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte (Getty Images)

Il Recovery Fund è una delle riforme più attese per reagire alla grave crisi economica causata dalla pandemia di coronavirus. Sembra però che i finanziamenti previsti dall’Europa, che dovrebbero portare nelle casse dell’Italia circa 209 miliardi, arriveranno più tardi del previsto. Infatti la Commissione Europea, che dovrà approvare il piano di utilizzo dei fondi progettato dal governo italiano, darà il via libera solo nel 2021. In origine i finanziamenti sarebbero dovuti arrivare verso la fine del 2020, ma le carte in tavola sono cambiate. Tuttavia una prima parte di finanziamenti, circa 20 miliardi, potrebbe spuntare già nella prossima legge di bilancio. Nel frattempo il governo guidato da Giuseppe Conte sta lavorando al piano, detto “Recovery Plan“, per utilizzare al meglio i finanziamenti europei. Più precisamente l’Italia riceverà 82 miliardi di euro a fondo perduto e 127 miliardi di euro come prestiti a tassi particolarmente agevolati.

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Recovery Fund, Osnato (FdI): “Basta promesse vuote”

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Alcune deputate dell’opposizione (Getty Images)

Il Recovery Fund è sicuramente una delle riforme più attese dei prossimi mesi, ma non tutti sono d’accordo su come spendere i finanziamenti europei. Il piano presentato dal governo guidato da Giuseppe Conte infatti ha già ricevuto numerose critiche. Durante un’intervista di SkyTg24 a Marco Osnato, deputato bellunese di Fratelli d’Italia, l’uomo ha espresso numerose critiche sulle scelte dell’esecutivo. Secondo il deputato infatti alcuni aspetti per lui prioritari sono stati trascurati. Tra questi ha citato le riforme tecnologiche nel Sud Italia. Anche le due deputate di Forza Italia Mariastella Gelmini e Mara Carfagna hanno criticato l’operato del governo. La vicepresidente della Camera Carfagna in particolare ha chiesto al Presidente de Consiglio di presentarsi in aula per esporre i progetti del governo e ascoltare le proposte dei deputati.

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