Mare di critiche per Lockdown all’italiana, Vanzina risponde

Negli ultimi giorni ha fatto discutere la pubblicazione della locandina di Lockdown all’italiana, l’ultimo film in uscita di Enrico Vanzina che “scherza” sull’isolamento.

locandina lockdown all'italiana

Pochi giorni fa la pubblicazione della locandina dell’ultimo film di Enrico Vanzina, quel Lockdown all’italiana che tanto ha fatto storcere il naso a gran parte del pubblico e della critica. Il tutto a pochi mesi dal vero lockdown che in tutta Italia è stato rispettato, con quasi 90 giorni di chiusura forzata durante la quale ben poche persone hanno riso o si sono divertite, anzi.

Quindi è sembrato fuori luogo fare un film che scherzasse su quel periodo, tanto che una pioggia di critiche è piovuta sulla produzione e sul regista. Proprio Enrico Vanzina ha risposto a tutti gli attacchi in un’intervista al Corsera.

Lockdown all’italiana, Vanzina: “Non è cinepanettone”

Enrico Vanzina lockdown all'italiana
(Photo by Ernesto S. Ruscio/Getty Images for Netflix)

Una locandina fortemente discussa (in cui compaiono i protagonisti della pellicola, tra i quali Martina Stella e Ezio Greggio) e un titolo altrettanto criticato. Enrico Vanzina però ha voluto mettere le cose in chiaro, affermando di non aver mai avuto intenzione di scherzare con la morte.

Il film uscirà solo il prossimo 15 ottobre ma una pioggia di accuse sono già piovute su chi ha realizzato la pellicola. Come può un periodo così difficile e drammatico, come quello della quarantena, essere spunto per risate e gag comiche?

Enrico Vanzina però non ci sta e spiega le sue motivazioni. Il regista italiano spiega come, nella storia del cinema, sia stato un tratto comune tra epoche quello di ridere delle tragedie. “Non avremmo mai visto il Grande Dittatore” spiega Vanzina citando Charlie Chaplin. La discussione si sposta poi sulla locandina, giudicata dallo stesso regista brutta e fuori luogo; ma l’invito di Vanzina stesso è quello di andare a guardare il film. Perché, spiega, non è un cinepanettone; come invece può sembrare dal poster della pellicola.