Covid, Speranza sul Natale: “Spostamenti? Se tutta Italia è zona gialla”

Il ministro della Salute Roberto Speranza ha parlato del Natale ai tempi del Covid: “Gli spostamenti saranno consentiti solo se tutte le regioni saranno gialle”.

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Il ministro Speranza a Che Tempo Che Fa: “Spostamenti solo se tutte regioni gialle” (Getty Images)

Il Natale si avvicina, ma la seconda ondata dell’epidemia di coronavirus in Italia potrebbe cambiare radicalmente le abitudini degli italiani. Dopo le affermazioni del commissario del CTS Agostino Miozzo, a prendere parola sull’argomento è il ministro della Salute Roberto Speranza. Il ministro infatti è intervenuto sul tema durante un’intervista a Che Tempo Che Fa.

Nel programma condotto da Fabio Fazio il ministro ha spiegato che per autorizzare gli spostamenti durante le festività natalizie sarà necessario che tutte le regioni siano zone gialle. I modelli di previsione predisposti dal Governo infatti non permettono spostamenti in situazioni di zona arancione. Speranza ha anche sottolineato come questo Natale sarà comunque atipico: per evitare nuovi picchi di contagi infatti bisognerà limitare i contatti al massimo.

La situazione dell’epidemia di coronavirus nel Paese sta cominciando a rallentare, secondo i dati a disposizione del Ministero. Nonostante questo però bisogna agire con grandissima cautela, soprattutto per quanto riguarda le regioni che si trovano in zona rossa. Per quanto sia comprensibile voler uscire dal lockdown, secondo il Ministro bisogna ancora aspettare per valutare a pieno il risultato delle misure messe in campo dal governo.

Covid, dopo Natale arriva il vaccino? Parla Magrini (AIFA)

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Il direttore di AIFA Nicola Magrini (Twitter)

Le vacanze di Natale quest’anno risentiranno sicuramente dell’impatto della pandemia di Covid. Nonostante questo però nelle prime settimane del nuovo anno potrebbero arrivare le prime dosi di vaccino per il coronavirus. Secondo Nicola Magrini, direttore dell’Agenzia Italiana del Farmaco, nei primi 3 mesi del 2021 potrebbero arrivare fino a 10 milioni di dosi di vaccino.

Secondo il direttore di AIFA non ci sarà comunque una vaccinazione di massa, almeno per i primi 3 o 6 mesi del nuovo anno. Questa affermazione fa eco a quella del ministro della Salute Roberto Speranza, che ha annunciato che in una prima fase il vaccino non sarà obbligatorio.