San Patrignano, Salvini dopo la serie Netflix: “Disprezzo”

Ha fatto discutere, sta facendo discutere e continuerà a farlo la serie targata Netflix su San Patrignano, la comunità di recupero per tossici più grande d’Europa. Ha detto la sua Salvini.

muccioli san patrignano
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Aveva promesso polemiche e la serie in 5 puntate su San Patrignano ha mantenuto la parola data. Negli ultimi giorni su Netflix è disponibile SanPa – luci e tenebre, la storia della comunità per recupero tossici più grandi d’Europa e del suo fondatore Vincenzo Muccioli. Figura controversa che spaccò in due l’opinione pubblica tra la fine degli anni settanta e i novanta, “rispolverata” dalla serie targata Netflix che è diventata un vero trending topic dal momento della sua uscita sulla piattaforma streaming.

Si narra la storia della comune riminese ma vengono anche messi in evidenza tutti i punti oscuri della stessa. I metodi coercitivi e violenti che venivano usati per “dissuadere” i tossici dal ricadere nella loro dipendenza, mettendo in risalto anche una figura controversa come quella di Muccioli stesso. Dopo le critiche della stessa comunità sulla serie Netflix ora arriva anche l’attacco di Matteo Salvini verso gli autori del prodotto.

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San Patrignano, Salvini contro Netflix

In occasione di una diretta Facebook Matteo Salvini è intervenuto sull’argomento, dicendo la sua su uno dei temi più caldi degli ultimi giorni. Il leader della Lega si schiera apertamente dalla parte di Vincenzo Muccioli, la cui persona emerge in modo alquanto dubbioso e controverso dalle cinque puntate. Non ci è andato leggero Salvini con la serie Netflix e con tutti coloro che ne hanno approfittato per attaccare il fondatore della comune: “La comunità è stata diffamata da qualche serie televisiva, da qualche giornale, onore a Muccioli… Disprezzo per chi attacca chi salva altri“.

Della stessa linea di pensiero anche il leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni che afferma come l’unica colpa di Muccioli sia stata quella di “…aver dimostrato che dalla droga si può guarire“.