Niente “Gloria” per Trump. Umberto Tozzi furioso: “Non toccarla!” – VIDEO

Donald Trump poco prima dei disordini a Capitol Hill “usa” il remake in inglese di Gloria, la canzone più celebre di Umberto Tozzi. Arriva la risposta al veleno del cantante.

Trump (getty images)
Trump (getty images)

Donald Trump è riuscito a farsi “nemici” anche in Italia. Il presidente uscente degli Stati Uniti d’America sta concludendo nel modo peggiore e forse più inglorioso possibile il suo mandato. Dopo gli scontri a Capitol Hill è stato un susseguirsi di minacce e colpi di scena degni della migliore sceneggiatura. Il tycoon prima aizza la folla di manifestanti fuori dal Campidoglio, mentre dentro veniva ufficializzata dal vice presidente Pence la vittoria di Biden.

Quello che è successo poi è storia recente, con lo stesso Trump che in video invita i suoi sostenitori a non usare la violenza, pur confermando le sue idee sui brogli elettorali. I principali social network bloccano temporaneamente i profili del presidente poi, di fronte all’insistenza del tycoon (che avrebbe usato altri account per comunicare), il ban definitivo. In tutto ciò Trump vorrebbe darsi la grazia da solo in questo suo finale di mandato, mentre potrebbe essere destituito con l’impeachment o con il 25esimo emendamento.

Intanto Umberto Tozzi lancia una dura accusa allo stesso Trump a seguito di un video in cui il presidente parlava sulle note del remake in inglese di Gloria.

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Trump “usa” Gloria prima del caos: Tozzi risponde

Proprio mercoledì, poco prima del caos a Capitol Hill, al termine del comizio di Trump si erano levate nel cielo di Washington le note di Gloria, la celebre canzone di Umberto Tozzi nel suo remake in lingua inglese. Inconfondibile però il motivetto della hit del cantante originario di Torino che, nella serata di ieri, ha pubblicato sui suoi account social un video in cui “risponde” al presidente uscente e ne prende le distanze.

Tanti gli utenti che su Twitter si sono schierati dalla parte di Umberto Tozzi. Altro “ko” per Trump che, in questi ultimi giorni di presidenza effettiva, conclude nel peggior modo possibile il suo già controverso mandato.