“Incertezze nel vaccino Pfizer”: Report sgancia la bomba Emaleaks

Il programma Report ha annunciato Emaleaks: una scottante inchiesta che verrà trasmessa lunedì e avrà come protagoniste l’azienda Pfizer e l’Ema (Agenzia Europea del farmaco).

Screenshot post Report
Post di Report su Facebook in cui si parla di Emaleaks (fonte: screenshot Facebook)

Report l’ha già ribattezzata Emaleaks. Sulla sua pagina Facebook la redazione del programma ha anticipato l’inchiesta che sarà trasmessa lunedì e vedrà protagoniste Pfizer ed Ema. La prima è l’azienda che, in tandem con BioNtech, ha sviluppato il primo vaccino approvato in Europa. La seconda è l’Agenzia Europea del farmaco, che ha concesso l’approvazione.

Secondo i giornalisti della trasmissione, in collaborazione con quelli del progetto “Behind the pledge“, una serie di mail e documenti scambiati tra Pfizer ed Ema, finiti poi nel dark web, dimostrerebbero delle irregolarità in alcuni lotti di vaccino prodotti lo scorso novembre e destinati a essere messi in commercio.

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Emaleaks: l’inchiesta di Report su Pfizer ed Ema

Vaccino Covid
Vaccino Sars-Cov2 (fonte: Pixabay)

Secondo la redazione di Report, potrebbe esserci un collegamento tra le irregolarità riscontrate e l’annuncio di Pfizer di ieri in cui si dice che nel prossimo periodo la capacità di rifornimento agli Stati membri dell’UE sarà inferiore rispetto a quella concordata. L’azienda farmaceutica statunitense ha invece già smentito questo collegamento, attribuendo i ritardi all’eccessiva richiesta e alla possibilità di ampliare la produzione entro febbraio.

Dai documenti sarebbe emerso che a novembre alcuni funzionari dell’Ema, che poi a gennaio si è espressa a favore del vaccino, avrebbero riscontrato problemi nella qualità delle dosi destinate al commercio rispetto a quelle usate durante i test. La questione riguarderebbe l’integrità dell’mRna, che sta alla base sia del vaccino sviluppato da Pfizer-BioNtech che di quello creato da Moderna. In sostanza, questi vaccini non introducono nel nostro corpo il virus vero e proprio, ma soltanto l’informazione genetica (l’mRna appunto) necessaria alle nostre cellule per codificare la proteina spike, con la quale il virus si aggancia alle cellule.

In sostanza, secondo questi documenti, l’mRna usato nei test sarebbe stato più integro (con una percentuale che va dal 69 all’81%) di quello usato per produrre il vaccino poi destinato a essere commercializzato (con un’integrità al 59%).

Il contenuto dei documenti secondo Report

Secondo Report, i funzionari Ema avrebbero più volte sollecitato Pfizer a fornire spiegazioni sulle discrepanze riscontrate. Pfizer, dal canto suo, sarebbe poi riuscita a risolvere il problema raggiungendo un’integrità del 75% e, contattata dalla redazione del programma di Rai 3, avrebbe confermato la sussistenza del problema a novembre. Smentendo, però, che questo possa avere a che fare con i ritardi di questi giorni e anzi insistendo sul fatto che i documenti emersi potrebbero essere stati manipolati.

Infine, forti potrebbero essere state le pressioni sull’Ema da parte di Commissione Europea e Stati membri dell’UE per approvare il vaccino il più velocemente possibile.