Covid, la star di Grease si rivela no-vax: “Non lo farò, ecco perché”

Si allarga la platea dei contrari al vaccino contro il covid. La star di Grease si è dichiarata no-vax e ha spiegato anche perché.

Olivia Newton-John contraria al vaccino contro il covid
L’attrice Olivia Newton-John (fonte: Getty Images)

Olivia Newton-John, la famosissima Sandy al fianco di John Travolta in Grease, ha rilasciato un’intervista in compagnia di sua figlia Chloe in cui entrambe si sono rivelate contrarie al vaccino contro il coronavirus. L’attrice, che oggi ha 72 anni, è da sempre sostenitrice di una medicina naturale. Ecco perché si è dichiarata contraria alla maggior parte dei vaccini, testati in laboratorio e contenenti, secondo lei, elementi che potrebbero danneggiare il corpo umano.

Dal canto suo, anche la figlia Chloe Lattanzi, cantante e attrice affermata negli Usa, ha confermato le posizioni della madre spingendosi a dichiarare che non assumerà il vaccino perché contenente mercurio e pesticidi.

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La star di Grease no-vax è da tempo malata di cancro

In realtà, la Newton-John, non si è completamente opposta all’eventualità che in un futuro potrebbe pensare di assumere il vaccino contro il coronavirus. Infatti, alla domanda della giornalista, ha risposto che “no, non a questo punto” riferendosi probabilmente al suo attuale stato di salute. L’attrice infatti è da tempo malata di cancro al seno. I medici già qualche hanno fa lo avevano dichiarato al quarto stadio. Magari, se tra qualche tempo dovesse stare meglio fisicamente, potrebbe pensare di vaccinarsi.

Totalmente contraria invece la figlia Chloe che non si è definita una no-vax, ma contraria solo ad alcuni vaccini, tra cui appunto quello al coronavirus. La cantante ha paura che le venga iniettato mercurio, nonostante si sia spesso sottoposta a invasivi interventi di chirurgia plastica ed è stata curata in passato per dipendenza da cocaina. Oggi, gestisce un’attività in Oregon che produce marijuana per scopi medicinali.

Quelle di mamma e figlia potrebbero sembrare assurdità agli occhi della comunità scientifica. All’interno di quest’ultima, però, c’è anche chi sembra convinto del contrario.