Brigitte Macron contro Fortnite: la sua dichiarazione farà discutere

Fortnite ormai da anni calamita la totale attenzione di intere generazioni, intente a trascorrere ore e ore di fronte al noto videogioco. L’ultima dichiarazione di Brigitte Macron fa discutere e divide già l’opinione pubblica

Bambino che gioca a Fortnite
Bambino che gioca ai videogiochi (Getty Images)

Le ultime parole di Brigitte Macron sono piuttosto forti e scuotono l’opinione pubblica. La premiere ha esposto una posizione decisamente netta su un tema decisamente delicato e allo stesso tempo attuale. Stiamo parlando dell’utilizzo dei videogiochi. Al giorno d’oggi sono sempre di più i ragazzini (e non solo) in tutto il mondo che trascorrono ore e ore davanti gli schermi di pc, smartphone e console per svagarsi. Dedicando fin troppo tempo a giochi spesso anche violenti e diseducativi.

La situazione è molto discussa anche in via privata, spesso in accesi diverbi tra genitori e figli. La pandemia da Covid-19 sembra, inoltre, aver aggravato un quadro già prima parecchio difficile da fronteggiare. L’impossibilità di uscire di casa e il dovere di riadattarsi a svolgere le attività giornaliere nella propria abitazione hanno avuto come conseguenza anche l’abuso e la dipendenza dai giochi. E Fortnite resta al centro del dibattito, anche da parte degli alti ranghi della politica francese.

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Brigitte Macron e la forte frase contro Fortnite: scoppia la polemica

Brigitte Macron parla di Fortnite
Brigitte Macron (Getty Images)

Ad esporsi sulla questione e prendendo una posizione netta e convinta, è stata Brigitte Macron. La premier ne ha parlato in occasione di un incontro con i giovani alla Maison des adolescents. Di seguito le sue dichiarazioni, riportate da ‘Le Point’: “Fortnite è terribile. Quando i ragazzi trascorrono il tempo su giochi del genere, come è possibile farli smettere?”. Una domanda che probabilmente si saranno fatti molti genitori. E il dibattito pubblico impazza sul tema tra chi ritiene le polemiche eccessive e chi allarma sul rischio dipendenza. Voi da che parte state?