Muore il noto boss della Camorra: era ricoverato a Parma. Tutti i dettagli

E’ morto dopo una lunga malattia il noto boss della Camorra. Ecco gli aggiornamenti degli ultimi minuti e la ricostruzione della sua vita: lascia una figlia di 13 anni

Raffaele Cutolo durante il processo
Raffaele Cutolo (Screenshot YouTube)

All’età di 79 anni è deceduto Raffaele Cutolo. Si tratta del fondatore della Nuova Camorra Organizzata, che aveva a sua volta un fratello, Pasquale, e una sorella, Rosetta che avevano entrambi intrapreso delle attività criminali. L’uomo era ricoverato nel reparto sanitario detentivo del carcere di Parma. Raffaele Cutolo è, dunque, diventato celebre come capo della Nuova camorra organizzata. La sua attività era stata inizialmente frenata nel 1979, anno a partire dal quale è stato incarcerato.

Dal 1995 si trovava, invece, proprio a Parma in regime di carcere duro al 41 bis. Secondo quanto emerge, si trattava del carcerato più anziano. Il celebre boss aveva, inoltre, una figlia di 13 anni, che era stata concepita attraverso l’inseminazione artificiale, per cui era arrivata l’autorizzazione dal ministero di Giustizia nel 2001. A maggio del 2020, invece  il magistrato di Sorveglianza di Reggio Emilia aveva deciso di respingere l’istanza di sospensione di esecuzione della pena con applicazione provvisoria della detenzione domiciliare, che era stata proposta dalla difesa del boss alla luce delle condizioni di salute evidenziate.

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E’ morto il celebre boss della Camorra Raffaele Cutolo: ecco chi era

Lo storico boss della Camorra ha visto crescere la sua popolarità dal 1963 quando uccise in una rissa Mario Viscito per qualche apprezzamento alla sorella Rosella. Inizialmente tentò la fuga, poi venne condannato all’ergastolo dopo essersi costituito. Nel 1971 fondò la Nuova Camorra Organizzata, un nuovo modello di clan che si basava su una gerarchia piramidale con evidenti tratti di tipo meridionalista e ribellista. Era conosciuto come ‘O professore nonostante avesse soltanto la licenza elementare. Nel 1977 gli venne riconosciuta l’infermità mentale, ma dopo un anno riuscì ad evadere dall’Ospedale psichiatrico. Riuscì a penetrare ad ogni livello nell’economia campana e tramite il mercato della cocaina, poi il regime di carcere duro a partire dal 1995.