Vaccino Covid, arriva un’importante novità: l’Europa dice sì

In Unione Europea potrebbe presto arrivare anche un altro vaccino covid. L’Ema ha annunciato di aver appena avviato la revisione di un nuovo siero.

Vaccino covid Sputnik V
Fiala del vaccino russo Sputnik V (fonte: Getty Images)

L’Ema ha annunciato che avvierà il processo di revisione continua dello Sputnik V, il vaccino russo contro il coronavirus. L’Agenzia Europea del Farmaco dovrà revisionare tutti i documenti forniti, i dati sui pazienti che hanno partecipato alle sperimentazioni e visitare i siti di produzione. Solo alla fine di questo processo potrà dare l’ok. Per i sieri di AstraZeneca, Moderna e Pfizer ci sono volute poco più di tre settimane, ma per Sputnik potrebbe volerci qualche giorno in più perché in fase preliminare ha fornito all’Ema molti meno documenti rispetto ai suoi concorrenti. Questo è stato anche uno dei motivi per cui all’inizio c’è stato scetticismo nei suoi confronti.

Di fronte alla carenza di vaccini in Europa, Ungheria e Slovacchia hanno deciso di fare da sé e, pur senza autorizzazione da parte dell’Ema hanno cominciato a utilizzarlo. Anche a San Marino, che non fa parte dell’UE, le vaccinazioni con Sputnik sono cominciate già da qualche giorno e i medici della Repubblica assicurano sulla sua efficacia.

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Il vaccino covid Sputnik V già approvato in 40 Paesi nel mondo

Gamaleya, il Centro nazionale russo per l’epidemiologia e la microbiologia che ha sviluppato il vaccino, ha assicurato che subito dopo l’autorizzazione dell’Ema potrebbe già fornire all’Europa 50 milioni di dosi a partire da giugno. Ogni persona dovrà riceverne due a distanza di 21 giorni l’una dall’altra.

Sputnik V è già stato approvato in 40 Paesi del mondo e l’Ema ha deciso di avviare l’iter dopo aver ricevuto i risultati di studi clinici e di laboratorio. Il processo di valutazione è comunque ancora nelle sue fasi preliminari e l’Agenzia ha già fatto sapere che non potrà procedere all’autorizzazione di immissione in commercio fino a che non avrà ricevuto tutta la documentazione necessaria e non si sarà assicurata che il siero russo rispetti tutti i rigidi standard previsti in Europa.