Beatrice Venezi “Direttore o Direttrice”, risponde la Crusca: si dice così

La polemica è scoppiata a seguito dell’ospitata di Beatrice Venezi all’ultimo Festival di Sanremo. Il dibattito però non si è chiuso e ha avuto lunghi strascichi in questi giorni. Si dice Direttore o Direttrice d’orchestra? Ora risponde (anche) la Crusca.

Beatrice venezi e Amadeus
Beatrice Venezi a Sanremo (Getty Images)

Con l’intervento dell’Accademia della Crusca, la massima istituzione per quanto riguarda la nostra lingua, si spera che la polemica, per certi versi sterile e inutile (specialmente in questo periodo così delicato) possa chiudersi qui. Ha fatto discutere, durante la seconda serata del Festival di Sanremo, l’uscita di Beatrice Venezi che aveva affermato di considerarsi “Direttore” d’orchestra e non “Direttrice“.

Penso che le lotte importanti, quelle che concretamente cambiano qualcosa siano altre” ha detto la giovane, appena 31 anni, affermando come per lei il termine più appropriato e corretto fosse quello di genere maschile. Una polemica, per certi versi aspettata ma comunque evitabile, è montata attorno alle dichiarazioni della Venezi.

Ci ha fatto tornare indietro di 50 anni” ha detto una sua collega, la Direttrice Gianna Fratta. Nella vicenda è intervenuta l’Accademia della Crusca, e con la sua “sentenza” si spera di mettere a tacere la polemica. Dell’opposizione di genere tra Direttore e Direttrice ha parlato il Presidente dell’Accademia stessa che, pur dimostrandosi comprensivo verso le parole della Venezi afferma come anche il termine al femminile sarebbe corretto.

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“Aveva tre opzioni sul piano lessicale. Ognuno ha il diritto di fare la propria scelta”, dice il presidente dell’Accademia Claudio Marazzini, che sottolinea come la Venezi possa farsi chiamare come vuole senza però pretendere che altre sue colleghe condividano la sua scelta. Il nodo della polemica, però, sembra prettamente di carattere storico-sociale e non propriamente lessicale.

Venezi sanremo scale
Beatrice Venezi a Sanremo (Getty Images)

Marazzini inoltre spiega: “Non può pretendere di imporla agli altri in maniera assoluta, né può pretendere che lo faccia qualche istituzione”. Un dibattito che è sconfinato dal Palco dell’Ariston, lì dove era iniziato, e che ha creato un vero e proprio polverone sui social. ll Presidente dell’Accademia della Crusca tenta di gettare, con la sua spiegazione, acqua sul fuoco; lasciando ad ognuno la possibilità di farsi chiamare come vuole.