Covid, focolaio nell’Hotel dei cinepanettoni: la situazione

All’Hotel de la Poste di Cortina d’Ampezzo, diventato famoso per essere stato il set di numerosi cinepanettoni, è scoppiato un focolaio covid.

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L’Hotel de la Poste a Cortina d’Ampezzo (fonte: Instagram)

L’Hotel de la Poste, a Cortina d’Ampezzo, è diventato famoso per essere stato il set di numerosi cinepanettoni dei fratelli Vanzina. Durante i mondiali di sci di Cortina, che si sono svolti a febbraio, è stato la sede di Casa Veneto. Oggi, purtroppo, il lussuoso albergo è salito agli onori della cronaca per essere diventato il fulcro di un focolaio covid di variante inglese.

Il cluster è stato scoperto in seguito alla positività di un ospite che, dopo aver lasciato l’albergo, si è sottoposto a un test rapido all’aeroporto di Venezia prima di imbarcarsi sull’aereo che lo avrebbe riportato a casa. L’uomo, un atleta straniero presente a Cortina per seguire un evento equestre, è risultato positivo alla variante inglese, per cui è subito scattata la profilassi d’obbligo.

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Focolaio covid all’Hotel de la Poste

A essere risultati positivi dopo la notizia dell’ospite “tamponato” all’aeroporto di Venezia il 2 marzo scorso, sono stati dodici dipendenti dell’hotel. Tutti alla variante inglese, quindi tutti infettatisi all’interno di un unico cluster. Tuttavia, il paziente zero del focolaio non sarebbe stato l’atleta, ma il virus era già presente nell’hotel da molto tempo.

A testimonianza di questo, i numerosi tamponi positivi di questi giorni dei giornalisti che avevano già lasciato l’albergo poco prima della cerimonia di chiusura dei mondiali del 21 febbraio. L’atleta, quindi, si sarebbe infettato nell’albergo dove già da tempo circolava il virus.

La disperazione del proprietario che ha dovuto chiudere l’albergo

L’hotel è stato chiuso e potrà riaprire soltanto a maggio. Una vera beffa per il proprietario, Gherardo Maniago, che ha assicurato di aver rispettato e fatto rispettare tutte le norme anti covid previste. Durante lo svolgimento dei mondiali, tutte le misure pensate per evitare lo scoppio di focolai, avevano funzionato perfettamente. In quei giorni furono eseguiti migliaia di tamponi e soltanto in 22 risultarono positivi, riuscendo anche a tracciare tutti i contatti.

Maniago ha riportato l’attenzione sull’importanza di riuscire a immunizzare, tramite il vaccino, la maggior parte delle persone il più velocemente possibile. Soprattutto il personale degli alberghi che lavora a stretto contatto col pubblico. Infine, l’imprenditore ha parlato del passaporto sanitario, fondamentale per poter tornare a viaggiare.