Il calciatore denuncia la sua ex squadra: l’accusa è gravissima

Il calciatore ha denunciato la squadra per cui era tesserato: scoppia una bufera, l’accusa è gravissima e pesante. “Ho avuto una crisi di pianto”

Calciatore denuncia ex squadra - tifosi Cosenza
Tifosi del Cosenza (Getty Images)

Una storia brutta, quella che coinvolge un calciatore ed il suo sogno spezzato, per colpa di un cognome. E’ quanto sarebbe accaduto a Pietro Junior Santapaola, giovane 17enne in forza al Cosenza Calcio dallo scorso gennaio, club in Serie B. Il ragazzo sarebbe stato costretto a lasciare la società calabrese per la sua parentela con boss della mafia.

E’ quanto raccontato dal ragazzo al portale Open; il padre di Pietro Santapaola è stato condannato con l’accusa di associazione di tipo mafioso – 416 bis – in primo grado, mentre il suo prozio è un ex capo di Cosa Nostra, l’82enne Nitto Santapaola, condannato all’ergastolo per l’assassinio di Giuseppe Fava, giornalista e scrittore.

Parentele che non avrebbero certo entusiasmato il club calabrese; la sospensione, a quel punto, sarebbe arrivata lo scorso 3 marzo, comunicata al ragazzo dal direttore sportivo della società. “Mi hanno descritto come un criminale ma a me la mafia fa schifo” le sue parole ad Open.

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Santapaola attacca l’ex club: denuncia presentata anche a FIGC e Lega

pallone Serie B
pallone Serie B (Getty Images)

A Pietro Santapaola non gli è stato rescisso il contratto ma, di fatto, è già tornato nella sua Messina, perché fino a giugno non giocherà con il club. Una situazione inaccettabile che avrebbe spinto il ragazzo a presentare denuncia ai carabinieri. Un atto, questo, poi inoltrato anche alla FIGC ed alla Lega di Serie B.

C’è in ballo la mia vita” ha spiegato il ragazzo, che ha affermato come non c’entri niente con la criminalità organizzata. “Mi sono sentito un straccio quando mi hanno comunicato la decisione” ha rivelato il 17enne, perché “con la criminalità organizzata non ho mai avuto rapporti“.

Ho avuto una crisi di pianto” ha spiegato Santapaola raccontando la sua reazione. Il ragazzo, come detto, è giunto a Cosenza lo scorso gennaio, proveniente dal Licata, il club in cui ha militato in precedenza. Come ha affermato Silvestro, il legale che ha assistito il ragazzo nell’intervista ad Open, il padre sarebbe stato condannato per fatti risalenti a prima della nascita del ragazzo.