Adriano Celentano, nuovo appello per Corona: “il vostro è accanimento”

Il cantante italiano Adriano Celentano ha scritto la sua terza lettera a favore dell’ex fotografo dei Vip. Questa volta il Molleggiato ci va pesante contro i giudici.

Barbara D'Urso a Live Non è la D'Urso
Barbara D’Urso e la madre di Fabrizio Corona (screenshot Instagram)

Un nuovo ed importante appello di Adriano Celentano a favore di Fabrizio Corona. Il cantante continua a schierarsi accanto all’ex fotografo dei vip e questa volta non le ha mandate a dire. Una lettera contro i giudici con parole forti che stanno facendo il giro del web. Anche Barbara D’Urso ha parlato del caso.

Dopo i soliti fatti di cronaca e prima della pagina dedicata oggi all’Isola dei Famosi, la conduttrice di Canale Cinque ha parlato del caso Corona. Barbara infatti è ritornata sui fatti che riguardano l’ex fotografo dopo aver ospitato la madre nell’ultima puntata di Live Non è la D’Urso.

“Il messaggio della madre di Fabrizio è stato molto toccante” così ha commentato la D’Urso rivedendo le immagini dell’intervista. Per la madre del fotografo, Corona non deve stare in carcere in quanto malato. La donna ha giurato che qualora il figlio dovesse mancare i giudici lo avranno sulla coscienza. E proprio contro i giudici si è schierato il Molleggiato italiano con la sua terza lettera, usando parole davvero molto dure.

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Adriano Celentano, “un giudice non può essere schiavo”

Fabrizio Corona e sua madre
Fabrizio Corona e sua madre (screenshot Instagram)

Parole dirette quelle scritte sui suoi profili social dal cantante. E’ la terza volta che Adriano parla per difendere il fotografo e le sue frasi stavolta non passano inosservate. “Un giudice non può essere schiavo delle antipatie personali” ha scritto il molleggiato. Adriano ha ammesso che probabilmente anche lui avrebbe avuto difficoltà a rapportarsi con il carattere di Fabrizio ma un giudice deve essere imparziale.

Il cantante continua accusando i giudici di un vero e proprio accanimento verso il fotografo e nel suo messaggio conclude con delle parole durissime. “Un giudice non lo si può chiamare giudice, se prima di essere un giudice, non è un UOMO infinitamente buono” è l’accusa di Celentano verso i giudici che non tengono conto, a suo dire, delle condizioni drammatiche in cui versa il fotografo.