Covid, accusa gravissima: vaccino a minorenni. “L’hanno tolto a chi è morto”

Il Covid-19 e il tema del vaccino continuano a condizionare inevitabilmente la vita di tutti, anche in occasione di Pasqua. Nelle ultime ore si è scatenata la bufera in una regione dopo la grave accusa da parte del Nirs

Preparazione del vaccino per il Covid-19
Preparazione del vaccino – Immagine di repertorio (Getty Images)

La situazione relativa il Covid-19 e il vaccino continua a destare grande preoccupazione in tutt’Italia. I cittadini si ritrovano a vivere un’altra Pasqua in zona rossa e dovendo seguire restrizioni piuttosto rigide per evitare impennate di contagi e nuove problematiche legate alla pandemia. Nel pieno della difficile campagna di vaccinazione, un quadro sempre più difficile e che desta grande preoccupazione negli alti ranghi della politica e della sanità.

Come è ormai noto a tutti, i vaccini rappresentano la vera arma fondamentale per uscire dalla pandemia. Per prima cosa, era fondamentale immunizzare le categorie a maggiore rischio, a partire dal personale sanitario e dagli anziani. C’è chi, però, a quanto pare, è riuscito ad approfittare, tramite alcuni stratagemmi della situazione per inserirsi nelle liste. Secondo quanto riporta ‘Repubblica’ sarebbe accaduto in Puglia e si tratterebbe di ragazzi tra i 14 e i 17, che quindi non avrebbero avuto alcun diritto a godere delle vaccinazioni.

LEGGI ANCHE >>> Covid, nuovo decreto: quando scatta la zona gialla dopo Pasqua

Vaccino Covid, la grave accusa del Nirs in Puglia: somministrazioni a minorenni

Preparazione del vaccino per il Covid-19
Preparazione del vaccino – Immagine di repertorio (Getty Images)

Le persone in questione avrebbero usufruito della categoria dei ‘volontari’, che in teoria era destinata a personale del 118 e a coloro che lavorano nel servizio di emergenza-urgenza o che portano le bombole a pazienti Covid, per ottenere il siero. Non è chiaro ancora come avrebbero fatto, ma l’ipotesi è che in tanti si siano iscritti ad associazioni di volontariato. Sicuramente una situazione che desta grande sdegno, come riporta l’avvocato Antonio La Scala, coordinatore del Nirs: “Il dato certo è che non avevano alcun diritto di fare il vaccino. L’hanno tolto a persone che ne avevano bisogno e che in seguito e in molti casi sono morte”. Sono in tanti, infatti, a non aver potuto ottenere la somministrazione, nonostante ne abbiano diritto.