Bonus colf e badanti, i requisiti necessari e come richiederlo

Da Lunedì è attivo il bonus per colf e badanti da richiedere tramite l’INPS. Scopriamo come inoltrare la domanda e quali sono i requisiti necessari per ottenerlo

L’emergenza Coronavirus in Italia ha provocato ingenti danni all’economia nazionale, sopratutto per quanto riguarda i lavoratori dipendenti. Da questa settimana, il Governo ha istituito un bonus di circa 500 euro, a disposizione di colf e badanti. Per richiederlo bisognerà fare riferimento all’INPS, incaricato della gestione del bonus. Secondo quanto riporta l’edizione quotidiana del ‘Corriere della Sera’, al momento sarebbero circa 44 mila le domande ricevute, ma se ne stimerebbero circa 460 mila nei prossimi giorni. Per richiedere il bonus, bisogna inviare la domanda tramite il sito www.inps.it, oppure tramite i patronati, o chiamando il numero verde gratuito 803164, o lo 06 164164.

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Bonus colf e badanti, i requisiti per richiederlo all’INPS

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Colf e badanti potranno accedere ad un bonus emergenza istituito dal Governo, solamente se rientreranno all’interno di alcune categorie. Per prima cosa, il bonus non è cumulabile con altri istituiti per l’emergenza Covid-19 per far fronte alla crisi. Quindi anche chi ha avuto diritto al reddito d’emergenza, non potrà richiederlo. Anche i titolari di pensione, ad eccezione di quella per invalidità, titolari di rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato diverso da quello domestico, non potranno usufruirne. Ai lavoratori domestici con reddito inferiore a quello erogato dal bonus, sarà integrato il reddito di cittadinanza. Si stima che siano circa 16.000 i lavoratori domestici a cui andranno integrati 260 euro di reddito da integrare per raggiungere la somma del bonus. Entro la fine del 2020, si prevede che lo stato dovrà erogare circa 460,3 milioni di euro in questi bonus. Per riassumere, il bonus per lavoratori domestici sarà disponibile solo per chi ha un contratto regolare da prima del 23 febbraio 2020 di almeno 10 ore settimanali e non sia convivente con il datore di lavoro. Così, circa il 47% dei lavoratori sarebbe escluso da esso.

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