Massimo Boldi confessa: “Sono rimasto come un co***one

Sono queste le parole che ha usato Massimo Boldi per spiegare la sua reazione a una notizia arrivata come un fulmine a ciel sereno. L’amarezza dell’attore. 

Massimo Boldi è letteralmente cascato dal pero quando gli è arrivata quella notizia per telefono. La comunicazione della triste decisione è arrivata dall’amico fraterno Renato Pozzetto, nel giorno del suo compleanno. Boldi lo aveva chiamato per fagli gli auguri ma non avrebbe mai immaginato ciò che sarebbe successo. Da quella telefonata Boldi ha infatti appreso che i suoi programmi lavorativi sarebbero stati completamente stravolti.

Boldi infatti era stato scritturato per interpretare il padre di Vittorio Sgarbi nel film dedicato ai genitori del critico d’arte. Il film trae ispirazione dal libro “Lei mi parla ancora” scritto da Giuseppe Sgarbi in memoria della moglie Rina Cavallini.

La scelta di far interpretare a Massimo Boldi il padre del critico d’arte in realtà sembrava aver messo d’accordo tutti. Lo stesso Sgarbi aveva cominciato a chiamarlo “Papà”, anche in ragione di una certa somiglianza con papà Giuseppe.

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Massimo Boldi e il “Regalo di compleanno” di Renato Pozzetto

Massimo Boldi
Massimo Boldi (Getty Images)

Boldi era stato contattato dal regista Pupi Avati e da suo fratello, Antonio (produttore), nella primavera dello scorso anno per un film che raccontasse la storia dei genitori di Vittorio Sgarbi, due mesi dopo arrivava la sceneggiatura, mentre le riprese avrebbero dovuto essere svolte tra ottobre e novembre del 2019. Boldi fa sapere di essere rimasto a disposizione per quasi un anno e di aver rivisto i due dopo la quarantena, poi il 6 luglio c’era anche stata la prova costume. Da quel momento, silenzio totale. Un silenzio rotto il 14 luglio, nel giorno del compleanno di Renato Pozzetto, proprio da quest’ultimo, che gli fa sapere di aver accettato di recitare in un film che doveva fare lui “Come regalo di compleanno”. Non è difficile dunque comprendere che effettivamente Boldi si sia sentito “Come un co***one”, perché non se lo aspettava dal suo amico da una vita Pupi Avati, anche perché, prosegue nella sua intervista al settimanale “Chi”, per lui le strette di mano valgono “Più di un contratto”. Anche peggio la reazione di Avati, che alla sua domanda su come spiegare ai giornali questo cambio di programma gli ha semplicemente risposto “Fai come vuoi”.

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