Coronavirus USA, nuovo focolaio dopo un matrimonio: 56 casi, una vittima

Roberto Burioni ha riportato la storia di 56 persone risultate positive al coronavirus dopo un matrimonio negli USA.

Il virologo Roberto Burioni continua a tenere alta l’attenzione sulla pandemia di coronavirus nel mondo attraverso alcuni articoli sul suo sito Medical Facts. L’ultima notizia riportata dal virologo riguarda un matrimonio negli USA, più precisamente a Millinocket nel Maine. Il locale in cui gli sposi hanno organizzato il ricevimento di nozze aveva una capienza massima di 50 persone, ma ne sono arrivate ben 65. Secondo il virologo probabilmente gli organizzatori non hanno rispettato tutte le norme anticontagio. Il risultato è un focolaio di ben 56 casi di coronavirus. Una donna che non aveva nemmeno preso parte al ricevimento invece è stata contagiata ed è morta venerdì scorso.  Burioni chiude l’articolo invitando tutti i lettori a stare attenti e a continuare a rispettare le misure di prevenzione del contagio.

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56 positivi dopo un matrimonio: la situazione coronavirus negli USA

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Il presidente americano Donald Trump (Getty Images)

Il caso delle 56 persone contagiate dal coronavirus durante un matrimonio negli USA è solo la punta dell’iceberg di una situazione drammatica nel paese. Secondo gli ultimi dati disponibili infatti i casi negli Stati Uniti dall’inizio della pandemia sono 5,7 milioni e le vittime sono 177mila. Il presidente Trump ha ricevuto critiche feroci sia dai democratici che dai sostenitori del Partito Repubblicano per la sua gestione dell’epidemia. Per questo motivo Trump ha annunciato che la Food and Drug Administration, che si occupa di autorizzare farmaci e terapie nel Paese, ha dato il via libera alle terapie col plasma. L’annuncio del presidente arriva alla vigilia della convention repubblicana dove Trump annuncerà la decisione di candidare nuovamente Mike Pence come vicepresidente. Nel frattempo continuano le ricerche per un vaccino: i ricercatori di Oxford continuano i test in Gran Bretagna e in Brasile.

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