Scontri Usa, lo “sciamano” e la richiesta assurda a Trump: “Ho accettato”

Non si placano le polemiche per gli scontri negli Usa, in occasione della nomina a Presidente di Joe Biden. Lo sciamano ne è diventato ormai il simbolo e emergono nuovi dettagli sulla sua posizione e Trump

Sciamano Jake Angeli (getty images)
Sciamano Jake Angeli (getty images)

Gli scontri negli Usa hanno rappresentato una pagina decisamente negativa nella storia dell’America. Le immagini dell’assalto a Capitol Hill hanno fatto il giro del mondo e lasciato senza fiato milioni di persone. La furia dei sostenitori di Trump, la rabbia manifestata hanno portato a scontri con la Polizia e alla morte di una donna, abbattuta mentre cercava di fare irruzione. Come vi abbiamo riportato poche ore fa, a rischiare grosso è stato anche il vicepresidente Mike Pence.

Nel delirio generale, è emersa una figura del tutto particolare e che, nello sconcerto generale, è riuscito ad attirare l’attenzione di tutti. Stiamo parlando dello sciamano di QAnon, che si è eretto quasi a simbolo dell’attacco o almeno ora viene riconosciuto come tale. Copricapo tipico, bandiera in mano e volto a stelle e strisce con ben impressa la bandiera americana: un personaggio di certo sopra le righe e che ora si trova nei guai per l’assalto a Capitol Hill. Ecco l’ultima ricostruzione.

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Scontri Usa, lo sciamano fuorviato da Trump: l’ultima dichiarazione del legale

Sciamano Jake Angeli (getty images)
Sciamano Jake Angeli (getty images)

A seguito degli scontri avvenuti al Campidoglio, lo sciamano è stato arrestato. Il legale dell’uomo non ci sta e giustifica il suo assistito. Ecco le sue dichiarazioni: “Ha accettato l’invito del presidente Trump a marciare su Pennsylvania Avenue verso il Campidoglio”.  Il legale chiede la grazia presidenziale per il suo assistito, in quanto avrebbe avuto un comportamento pacifico durante l’assalto. L’avvocato insiste inoltre sulle dichiarazioni di Donald Trump nell’ultimo comizio prima dell’attacco: il tycoon ha fomentato la folla dei sostenitori chiedendo di marciare e causando di fatto gli scontri.