200 Gran Premi per Andrea Dovizioso nel Motomondiale

Domenica 29 settembre, Andrea Dovizioso prenderà parte al 200° Gran Premio della sua carriera, sul circuito spagnolo di Aragon. Un traguardo importante per qualsiasi pilota, reso speciale in questo caso dal fatto che il forlivese lo otterrà a bordo di una moto italiana, la Ducati.

La carriera di Dovizioso inizia nel 2000, quando a soli 14 anni vince il Campionato Aprilia 125. L’Aprilia vede del potenziale e decide di puntare su di lui per l’anno successivo, facendolo gareggiare nel Mondiale Europeo 125. La scelta della casa di Noale si rivela ottima: Dovi vince subito il titolo e si guadagna la possibilità di esordire nel Motomondiale, correndo come wildcard nel GP del Mugello. Il risultato è pessimo, con il ritiro in gara a coronare un weekend pieno di problemi tecnici, ma l’episodio non va ad offuscare la sua immagine di giovane pilota talentuoso.

Il 2002 rappresenta un anno di svolta per il giovanissimo Dovizioso, non solo per il definitivo passaggio nel Campionato Mondiale ma soprattutto per l’inizio di una bellissima collaborazione con la Honda, che sarebbe durata ben 10 anni, attraverso tutte le classi del Motomondiale.

Il primo anno è deludente, con un 15° posto in classifica generale e un 9° posto come miglior risultato. L’anno successivo, sempre su Honda, chiude 5° senza vincere nessuna gara. Nonostante i risultati sotto le aspettative, la casa nipponica dimostra di credere in lui, affidandogli una moto anche per la stagione successiva. E’ il 2004 e la fiducia è ripagata, perché Dovi vince il Mondiale 125 ottenendo ben cinque vittorie e otto pole position. Quella stagione fu anche l’inizio di una grande rivalità sportiva con Jorge Lorenzo, che chiude il mondiale in 4° posizione e con cui inizia un duello che, anche in questo caso, si protrae in tutte le classi del Motomondiale.

L’anno successivo, infatti, passano entrambi in 250, dove trascorrono tre anni a darsi battaglia. Alla fine i risultati sorridono allo spagnolo che solo nel primo anno (5°) finisce dietro a Dovizioso, 3° all’esordio. Nel 2006 e nel 2007 è Jorge vincere il Mondiale su Aprilia proprio davanti ad Andrea, che pur di rimanere fedele alla moto giapponese, si trova a guidare nettamente inferiore a quella italiana di Jorge. Proprio la lealtà dimostrata convince i giapponesi ad assegnargli una moto anche in Motogp.

L’esordio nella classe Regina avviene nel GP del Qatar del 2008 a bordo di una Honda di un team satellite. Dovizioso debutta con un ottimo 4° posto, chiudendo davanti a Valentino Rossi, sorpassato magistralmente nel corso dell’ultimo giro. In Malesia ottiene il primo podio in Motogp, vincendo il duello con Hayden nei giri finali. Chiude la stagione al 5° posto, per soli 16 punti dietro a Lorenzo che ottiene il titolo di Miglior Esordiente e che ancora una volta, sembra dotato di una moto superiore, la Yamaha del campione del mondo Rossi.

Ancora una volta la Honda crede in lui e nel 2009 lo promuove nel team ufficiale HRC, al fianco di Dani Pedrosa. Resta in questa squadra per tre anni nei quali ottiene rispettivamente un , un e un posto dimostrando netti miglioramenti di anno in anno. In totale ottiene 15 podi, di cui un primo posto nel GP di Gran Bretagna del 2009, che lo fa entrare nella storia del motociclismo: è uno dei 9 piloti ad aver trionfato in tutte le classi del Mondiale.

Il 2012 rappresenta un anno importante per Dovizioso: dopo 10 anni lascia la Honda per approdare in Yamaha. La scelta è della casa giapponese ed è presa dopo le pressioni degli sponsor per tenere Pedrosa che nell’anno precedente aveva chiuso 4° in classifica, dietro al forlivese. In Yamaha ottiene 6 podi, guidando una moto satellite.

Gli ottimi risultati della sua lunga carriera, unitamente alla sua personalità mai sopra le righe e alla fama di gran professionista, convincono la Ducati a puntare tutto sul “Dovi” dopo il biennio fallimentare di Rossi. Andrea non è solo un pilota per le stagioni 2013 e 2014 ma anche e soprattutto l’uomo di riferimento al centro del progetto di sviluppo della Desmosedici. L’obiettivo comune è quello di riportare la moto italiana ad alti livelli, raggiungendo gli standard di competitività che si erano toccati con Casey Stoner.

Domenica, Andrea Dovizioso correrà la 200° gara in carriera, 12 anni dopo l’esordio nel Motomondiale. A riguardo ha dichiarato: “E’ bello sapere di aver fatto tantissime gare nel Mondiale, ed è qualcosa di veramente importante per un pilota. Quando ero giovane, per me era semplicemente impensabile far parte del Mondiale, quindi sono contentissimo di aver raggiunto questo traguardo, anche se significa che sto invecchiando“.

Sarà un momento importante per il forlivese e un orgoglio per tutti gli italiani appassionati di motociclismo che nonostante la supremazia dei piloti spagnoli e delle moto giapponesi, possono gioire di fronte a un grande traguardo tutto italiano.

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