Emergenza immigrati: situazione accoglienza regione per regione

Continua senza tregua l’emergenza immigrati che sta imperversando da giorni sul territorio italiano. L’ondata di disperati, in fuga dal territorio libico, ha costretto il Ministro degli Interni, Roberto Maroni, ad organizzare un vero e proprio piano di emergenza. Questo consentirà all’Italia di ospitare 50mila persone, distribuite nelle varie regioni della Penisola. Secondo Maroni, l’arrivo degli immigrati sarà rapportato al numero di abitanti delle stesse regioni, precisando però, che in alcune di esse si terrà conto di particolari situazioni, quali ad esempio l’Abruzzo, già colpito dall’emergenza terremoto. In questo articolo, abbiamo analizzato la situazione regione per regione.

Lazio –  Il territorio laziale, alle prese con l’evento del 1 maggio con la beatificazione di papa Wojtyla, ospiterà mille profughi. La presidente della regione, Renata Polverini, ha dichiarato che il Lazio è pronto a far fronte all’emergenza, rispettando però alcuni paletti; primo fra tutti, l’invito alla responsabilità di altre regioni finora assenti sul versante dell’accoglienza. Successivamente, ha aggiunto, che non sarà la capitale ad ospitare i rifugiati.

Campania – 6mila immigrati. Queste le cifre che riguardano il territorio campano nel piano di accoglienza. Il presidente, Stefano Caldoro, ha annunciato che saranno montate delle tendopoli per fronteggiare l’emergenza in tempi rapidi, preferendole alla ristrutturazione di ex caserme in disuso. Lo stesso ha poi annunciato che è stata stilata da tempo una lista dei siti possibili.

Abruzzo – Come specificato in conferenza di presentazione del piano, il Ministro Maroni risparmierà dal piano accoglienza l’Abruzzo, già colpito dall’emergenza terremoto. Intanto però, sedici volontari di Croce rossa, appartenenti tutti al comitato regionale, si sono mossi verso la Sicilia per dar man forte ai colleghi del posto.

Toscana –  E’ nel territorio toscano che è stata individuata un’area che potrebbe permettere la nascita della ‘terza’ tendopoli italiana, dopo quella di Manduria e Trapani. La località, Coltano, è un grande spazio dove già risiedono un’ottantina di rom.

Veneto – Il governatore del Veneto, Luca Zaia, si è detto contrario verso un’ospitalità dei clandestini che hanno, a suo dire, una destinazione ben precisa, ossia i centri di accoglienza. Zaia ha poi continuato dichiarandosi al fianco di Maroni e che valuterà nelle prossime ore eventuali soluzioni per il piano di emergenza.

Friuli – Nelle carte pervenute a Roma è inserita come sito possibile l’ex caserma di Sgonico, sulla quale hanno così tuonato due consiglieri comunali di opposizione: ‘Chiederemo la convocazione urgente del Consiglio comunale di Sgonico per discutere di ciò che sta accadendo. Vogliamo sperare che la scelta dell’ex caserma Dardi come sede di un Centro di identificazione per immigrati non sia vera. Questa scelta è assolutamente improponibile, sia perché l’area è di proprietà del nostro Comune, sia perché per renderla agibile sono necessari più di un milione di euro.

Puglia – E’ una situazione, quella del territorio pugliese, sul quale bisognerebbe soffermarsi a lungo. Vi lasciamo con un video che la dice lunga. La fuga degli immigrati da Manduria.

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Piemonte Roberto Cola, presidente della regione Piemonte, si è detto in accordo con le parole del Presidente Luca Zaia. Intanto proprio nel capoluogo piemontese, la polizia ha fermato questa mattina 22 tunisini provenienti da Lecce con destinazione, sicuramente, la tanto desiderata Francia.

Liguria – Il territorio ligure ha da tempo lanciato l’allarme. Il sindacato autonomi di Polizia attraverso una lettera inviata al questore Pasquale Zazzaro ha chiesto, nei giorni scorsi, un aumento dell’organico per far fronte all’emergenza clandestini che da giorni imperversa nella città di Imperia. Si attende una decisione dal governo per poter attuare un ulteriore piano di accoglienza.


Intanto l’unità di Crisi si è riunita al Viminale, presieduta dal Ministro dell’Interno Roberto Maroni il quale, in concomitanza con Regioni, Provincie e Comuni ha approvato un primo veloce piano di accoglienza che porterà a smistare i clandestini nelle regioni appena elencate in questo articolo. Per le restanti, ancora assenti all’appello, attendiamo eventuali sviluppi della situazione, in quanto non si è ancora capito il concreto contributo che possono apportare nella soddisfazione del fabbisogno relativo all’emergenza.