Lutto nel cinema di Ingmar Bergman: è morto Erland Josephson

Dopo la scomparsa nel 2007 del famoso regista svedese Ingmar Bergman, autore di pellicole cinematografiche straordinarie come “Il settimo sigillo” (1957), storia di un nobile cavaliere che decide di sfidare la Morte ad una partita a scacchi, augurandosi di poterla vincere ottenendo in premio la Vita, e “Il posto delle fragole” (1958), vicenda imperniata su un vecchio medico e professore, che dopo tanti anni di onorato servizio, si rende improvvisamente conto di aver vissuto male la propria esistenza, meditando così di recuperare gli affetti perduti, egoisticamente trascurati in passato, è la volta di quella del suo interprete preferito Erland Josephson.

Attore, regista, e scrittore di poesia e prosa, Josephson si è spento sabato scorso a Stoccolma, a causa del morbo di Parkinson, di cui soffriva da tempo. Nato nel 1923, ha partecipato a più di 40 film e commedie di Bergman, anche se all’inizio della carriera è stato più volte impiegato per ruoli secondari. In teatro invece, nel 1966, Josephson ottenne la direzione del Teatro Drammatico Reale di Stoccolma, carica che mantenne fino al 1975.

Il primo ruolo davvero importante di Erland Josephson in un’opera di Bergman, è stato quello ricoperto nel 1958 in “Alle soglie della vita“, storia di una donna incinta, alla quale viene comunicato che non potrà più avere figli, dopo essersi sottoposta ad un delicato intervento chirurgico. Subito dopo, Josephson raggiunge la notorietà, come coprotagonista dell’attrice Liv Ullmann, in due produzioni di Bergman intitolate “Scene da un matrimonio” (1973), storia di una coppia in crisi che dopo anni di tradimenti, incomprensioni e mancanza di comunicabilità, scopre di amarsi ancora, e “L’immagine allo specchio” (1975), film di introspezione psicologica, sui dolorosi ricordi di un’infanzia difficile.

Altre ottime prove di recitazione sono da riscontrare in “Fanny e Alexander” (1982), diretto sempre da Bergman, “Nostalghia” (1983) e “Sacrificio” (1986) di Andrej Tarkovskij. Negli anni ‘90, Erland Josephson ebbe modo di tornare a lavorare in teatro, per poi comparire in “Lo sguardo di Ulisse” (1995), film di Theo Angelopulos, “L’infedele” di Liv Ullmann e “Saraband” (2003) di Bergman. Infine, l’ultima sua interpretazione è stata quella nella fiction italiana “Il Papa buono” (2003) di Ricky Tognazzi.

 

 

 

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