Aggressione con piccone, le vittime salgono a tre. Il killer: “sentivo voci cattive”

Sono salite a tre le vittime della furia omicida del ghanese Mada Kabobo, che sabato scorso a Milano in preda ad un raptus a preso a picconate i passanti. Intorno alle 7 di questa mattina, infatti, è morto anche il pensionato 64enne Ermanno Masini. Aggredito alle spalle da Kabobo mentre portava fuori il cane, nei giardinetti in Via Adriatico, Masini era ricoverato in condizioni gravissime al Policlinico di Milano.

Nella giornata di lunedì non ce l’aveva fatta neppure il 21enne Daniele Carella, preso a picconate mentre si trovava con il padre a distribuire giornali alle edicole in zona Niguarda. Troppo gravi e profonde le lesioni cerebrali subite dal ragazzo, che nemmeno due interventi chirurgici sono riusciti a riparare.

“Alle ore 10.50 è stata dichiarata la morte cerebrale a seguito del grave trauma subito da Daniele”, ha dichiarato con evidente commozione Giuseppe Genduso, direttore sanitario dell’ospedale Niguarda, in un incontro con la stampa, annunciando anche che “la mamma e il papà di Daniele hanno deciso di consentire all’espianto di tutti gli organi”. Una decisione difficile presa, continua Genduso, “nella convinzione che questa sia l’unica risposta in favore della vita che continua, nonostante questo episodio insensato di violenza”. Sempre ieri mattina, il gip del Tribunale di Milano, ha convalidato l’arresto dopo l’interrogatorio in carcere del 31enne che, assistito da un legale d’ufficio, avrebbe dichiarato di aver agito perché “sentivo voci cattive”.

Intanto sale la tensione in città dopo la brutale aggressione. La scorsa notte sono state ritrovate 4 bottiglie molotov in Via Antonio Fortunato Stella a Milano, davanti alla sede della Fondazione Progetto Arca Onlus, che si occupa di dare assistenza e rifugio a persone senza fissa dimora. Ma al momento non c’è nessuna rivendicazione, né un collegamento certo con la tragedia di sabato.