Tragico sbarco a Scicli (Ragusa): tredici migranti morti

Un barcone di appena 12 metri con duecentocinquanta migranti, tra i quali anche alcuni bambini, si è arenata sulla spiaggia siciliana di Sampieri a Scicli, in provincia di Ragusa. Quando mancavano poco più di venti metri per raggiungere la riva, il mare agitato ha travolto l’imbarcazione e costretto gli extracomunitari a tuffarsi in mare.

Tredici di loro – tutti uomini – non ce l’hanno fatta, e uno è in fin di vita. Sono stati ritrovati sulla battigia, stamattina, da un gruppo di turisti arrivati in spiaggia, che hanno assistito al tentativo di alcune persone – poi annegate – di salvare gli altri, soprattutto donne e bambini. Gli altri, sopravvissuti, hanno raggiunto la spiaggia a nuoto e, poi, fuggiti e piedi.
Le forze dell’ordine hanno soccorso settanta profughi – secondo il Quotidiano di Ragusa, di origine siriane ed egiziane – tra cui venti bambini e una donna incinta in gravi condizioni. Tra i primi ad arrivare, il maresciallo dei carabinieri Floriddia : «Mi sono subito tolto la divisa come avrei fatto anche se non fossi stato in servizio. Siamo riusciti anche con l’aiuto di altri colleghi a salvarne diversi. La situazione di fronte a noi si è subito presentata drammatica. Io in prima persona ho praticato il massaggio cardiaco su tre migranti, due uomini e una donna che era in gravi condizioni e siamo riusciti letteralmente a fargli espellere l’acqua che avevano bevuto».

Tra i superstiti, due uomini tunisini fermati dagli inquirenti con l’accusa di essere gli scafisti. Secondo alcune testimonianze, questi avrebbero colpito con una frusta (trovata e sequestrata dai carabinieri) i migranti per costringerli a lanciarsi in acqua e picchiato chi aveva cercato di soccorrere altre persone.
Il sindaco di Scicli – Franco Susino – ha proclamato il lutto cittadino per martedì 1 ottobre.