Ucciso Pasquale Tatone il boss che a Milano commerciava droga

Pasquale Tatone è stato raggiunto ieri sera intorno alle h22:40 da colpi di arma da fuoco mentre era nella sua autovettura, appena uscito dal bar di Quarto Oggiaro dove aveva finito di vedere la partita della sua squadra del cuore, il Napoli. Il boss deceduto era fratello di Emanuele Tatone morto insieme al suo autista Paolo Simone in un campo a Novate Milanese, appena tre giorni fa. Questo è uno dei motivi che inducono a pensare ad una possibile faida, tutto per il controllo del traffico di droga nella zona periferica di Milano. Probabilmente i sospetti verranno confermati nei prossimi giorni.

I Tatone evidentemente hanno fatto la loro storia e qualcuno ha deciso di eliminare la concorrenza. Di fatto però Pasquale Tatone non era preoccupato minimamente per la sua incolumità visto che oltre ad aver visto la partita del Napoli in un locale pubblico, si è anche allontanato da solo verso la sua macchina, dove è stato freddato con diversi colpi di arma da fuoco, si sospetta un fucile dai racconti dei primi testimoni che hanno notato le grosse cartucce lasciate sull’asfalto. Arma diversa invece, quella usata per l’agguato di Emanuele Tatone.

É dagli anni settanta che i Tatone, cinque i fratelli, si erano trasferiti nel capoluogo lombardo dalla provincia casertana e la loro è stata un’egemonia vera e propria. Nonostante le parole di Pasquale alla morte di Emanuele “Non ci sarà nessuna faida” al momento sembra l’ipotesi più sensata se si confronta l’agguato con quello di Novate. Nel giro di tre giorni, Pasquale Tatone ha pagato la superficialità e la spavalderia nell’affrontare chi chiaramente aveva e ha tuttora dei forti interessi nell’area.

In attesa degli accertamenti, autopsie e indagini, per ora l’unica cosa certa resta il fatto che gli scenari nell’ambiente della droga sono in aggiornamento e presto ne vedremo i risultati.