Nelson Mandela, il leader politico che era anche un grande uomo

Il 5 dicembre 2013 si è spento, nella sua casa di Johannesburg, Nelson Mandela. A darne la notizia, Jacob Zuma, presidente del Sudafrica. La notizia si è poi diffusa su tutte le testate giornalistiche, da quelle cartacee a quelle online, e grande è stato il cordoglio da parte delle autorità politiche e religiose di tutto il mondo.

Da Barack Obama, emozionato quasi fino alle lacrime, a Papa Bergoglio, dal Dalai Lama a Manmohan Singh, premier indiano che lo ha onorato definendolo un “vero gandhiano”, tutti hanno espresso la loro più sincera commozione nei confronti di un personaggio che è ricordato, oltre che come leader politico, soprattutto come grande uomo.

Anche il mondo dello sport, una delle “armi” con le quali Mandela ha combattuto la sua lotta, piange la sua scomparsa. Da Tiger Woods a Maradona, tutti hanno pronunciato almeno una frase in ricordo di questo grande personaggio. Particolarmente significative, però, le parole di Oregan Hoskins, presidente dell’Unione Sudafricana di Rugby, che lo ricorda come una “icona e fonte di ispirazione. Attraverso la sua straordinaria visione, è stato capace di approfittare del Mondiale di Rugby del 1995 come strumento per aiutare a promuovere la costruzione di una nazione giusto un anno dopo le prime elezioni democratiche del Sudafrica“.

Sul piano strettamente istituzionale, Mandela è il simbolo della lotta per i pari diritti della popolazione nera su quella bianca, che dominava il continente africano. Della sua vita si ricordano principalmente i 27 anni di prigionia che ha dovuto scontare. Ma, come emerge dalle stesse parole di Madiba:”Mentre uscivo dalla porta verso il cancello che avrebbe portato alla mia libertà, sapevo che se non avessi lasciato la mia amarezza e il mio odio dietro di me, sarei stato ancora in prigione“, la reclusione non ha intaccato il suo messaggio di pace e di perdono con il quale ha trattenuto il suo popolo dal soddisfare il desiderio di violenta vendetta.

Madiba, nome che veniva dato agli anziani della sua famiglia e che è rimasto suo appellativo anche in sedi istituzionali ufficiali, ha lasciato un profondo segno nella cultura mondiale anche per aver sempre anteposto a tutto il suo essere Uomo.

Nonostante tutto il mondo lo ricordi per il celebre sorriso, anche la vita familiare di Nelson Mandela, che si è sposato ben 3 volte, fu abbastanza travagliata. Dalla prima moglie, dalla quale ha divorziato causa dell’impossibilità di lei ad accettare la frenesia della sua attiva vita sociale, ha avuto quattro figli, due maschi e due femmine, di cui uno è prematuramente deceduto in un incidente stradale nel 1969, mentre Mandela era detenuto a Robben Island, e l’altro di AIDS nel 2005.
Fu la seconda moglie, però, a creargli i problemi maggiori. Adorata dall’ex presidente sudafricano per la sua completa dedizione agli affari del marito, Winnie Madikizela-Mandela fonda il Mandela United Football Club, una squadretta di ragazzi che diventano poi le sue guardie del corpo, ma che si scoprì poi comandata da un informatore della polizia, colpevole di sequestri, torture e omicidi. L’immagine di Winnie andò sempre più appannandosi, fin a quando venne accusata addirittura di appropriazioni indebite di denaro e definitivamente processata e condannata.
Nel 1998, il terzo ed ultimo matrimonio con Graca Machel, donna intelligente e colta, che con serenità accompagnò Madiba nei suoi ultimi anni di vita.
L’ultima tragedia a colpire la famiglia Mandela, la morte in un incidente d’auto dell’adorata nipotina Zenani, di 13 anni, deceduta proprio la sera prima dell’apertura dei Mondiali di Calcio in Sudafrica del 2010.

Nonostante tutti i pesanti sconvolgimenti familiari, il suo Paese e tutto il mondo ricordano Nelson Mandela come un uomo che ha saputo divulgare un grande messaggio di pace e di perdono, dando così un enorme apporto alla lotta contro la discriminazione raziale.

Una buona testa e un buon cuore sono sempre una combinazione formidabile” e Madiba è sicuramente stato una delle combinazioni più formidabili della storia.

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