Milan, la 10 a Honda: il declino della maglia più importante

Nel giorno decisivo per il passaggio agli ottavi di finale di Champions League, arriva l’ufficialità della firma di Honda che dal prossimo gennaio si legherà alla squadra rossonera. Indosserà la tanto ambita maglia numero 10. Una scelta che fa già discutere in quanto quella maglia è stata indossata nel passato da grandissimi giocatori che sono stati nettamente superiori, sia tecnicamente ma anche dal punto di vista del carisma al fantasista giapponese.

Stessa cosa era accaduta alla Juve con Tevez, chiamato a raccogliere la pesante eredità di un certo Alessandro Del Piero. Ma l’Apache nella sua carriera aveva già dimostrato di essere in grado di vestire maglie importanti e lo sta confermando nella compagine bianconera.
I tifosi del Milan difficilmente apprezzeranno questa scelta della società rossonera, visti i precedenti campioni che hanno indossato la prestigiosa maglia.

Dopo poco meno di dieci anni è arrivato un olandese a scaldare i cuori dei tifosi milanisti: Ruud Gullit. Il giocatore dalle lunghe treccine si è imposto nel panorama calcistico italiano grazie alla rimonta incredibile con cui il Milan soffiò lo scudetto al Napoli nel 1988. Allora era protagonista insieme ad un altro fuoriclasse “tulipano” ovvero Marco Van Basten: guidati da Sacchi, i rossoneri riuscirono a conquistare il mondo dominando anche nel campionato italiano.

La casacca numero 10 negli anni ’90 è stata indossata da giocatori dell’est Europa. Boban e Savicevic hanno indossato la maglia senza sfigurare diventando dei veri e propri idoli del tifo rossonero. Il croato e il serbo vincono scudetti a ripetizione e una Champions nel quale Savicevic è grande protagonista dopo il gol spettacolare messo a segno nella finale di Atene contro il Barcellona di Cruijff.

Dopo l’addio dei due, è stato Rui Costa ad accaparrarsi la 10. Comprato in estate dalla Fiorentina, il portoghese prende per mano il Milan nei primi anni 2000, quando la squadra di Carlo Ancelotti sta costruendo un ciclo vincente che durerà per quasi tutto il decennio. Non segna molto il trequartista portoghese, ma fornisce ottime prestazioni ed assist magnifici per attaccanti del calibro di Shevchenko , Inzaghi e Tomasson.

E poi c’è ancora l’Olanda nel destino del Milan. Clarence Seedorf è il perfetto interprete per la maglia numero 10. Tecnica sopraffina, l’olandese è fuoriclasse dentro e fuori dal campo. Dopo essere stato ceduto dall’Inter ai cugini del Milan, Seedorf rinasce e guida la squadra rossonera due volte sul tetto d’Europa e nel 2007 sul tetto del mondo dopo aver vinto tutto quello c’era da vincere.

Dopo l’addio di Seedorf al Milan, la maglia numero 10 è stata affidata a giocatori non all’altezza dal punto di vista carismatico. Fino all’anno scorso era affidata a Boateng che dopo sole tre stagioni (tra alti e bassi) in rossonero, è finito in Germania. E ora tocca a Honda, ma il giapponese sarà in grado di indossare una maglia così importante? E, soprattutto, quanto dovremo aspettare per un numero 10 che sia di nazionalità italiana? L’ultimo italiano ad aver indossato la leggendaria numero 10 è stato Gianni Rivera, 35 anni fa.

E Gianni Rivera con la maglia rossonera ha collezionato 509 presenze in diciannove anni vincendo tutto e portando il Milan alla conquista dello storico decimo scudetto, che ha permesso di inserire la stella sulle casacche della squadra milanese.