JPop e KPop: cosa sono (e perché i ragazzini ne vanno matti)

JPop e KPop: due versioni del Pop del Sol levante che sta spopolando tra i teenager di tutto il mondo. Che cosa c’è tutto dietro questo successo?

I Jpop e Kpop, sottogeneri del più tradizionale Pop, stanno conquistando sempre più fette di mercato ed appassionati in tutto il mondo, anche al di fuori di Seoul e Tokyo. Giappone e Corea del Sud, da sempre molto vicini alla cultura americana, hanno deciso di affinare sin dai primi anni 2000 un genere influenzato dai gusti dei teenager a stelle e strisce. Con l’obiettivo di piazzarsi ai primi posti delle classifiche mondiali, gli uffici asiatici delle maggiori case discografiche mondiali hanno assoldato i talent scout più influenti per individuare le voci più funzionali ai progetti di JPop e KPop ed, ove possibile, creare potenziali band di successo.

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Chi sono i cantanti più influenti dei generi Jpop e Kpop

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Suga dei BTS (Getty Images)

Il precursore del pop nippocoreano degli ultimi anni è sicuramente PSY, il quale con la sua Gangnam Style ha raggiunto, nell’estate del 2012, un miliardo di visualizzazioni su Youtube, risultando il primo video della storia a battere questo traguardo. L’avvento dei social media ha ampliato il bacino di utenza dei generi Jpop e Kpop, offrendo ai teenager europei nuovi sbocchi su cui fidelizzarsi e, di conseguenza, diventare fan.

Mentre il Kpop è influenzato dai “cugini” americani come Hip Hop e Rhytm and Blues (RnB), il JPop predilige tutto il contorno: i giapponesi puntano alla cura maniacale dei clip musicali lasciando in secondo piano le qualità artistiche e canore degli interpreti.

Gli esponenti del movimento coreano più noti, oltre ai BTS (che lo scorso anno hanno tenuto un concerto in Italia), sono le band Twice e Blackpink (salite alla ribalta grazie ad un featuring con Dua Lipa). In Giappone i più conosciuti sono gli Arashi e gli AKB48, mentre tra le band in rosa più in voga si registrano le Momoiro Clover Z.

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