As Bari, è auto-fallimento: conclusa l’assemblea dei soci

E auto-fallimento fu. L’As Bari sceglie la via obbligata, l’unica divenuta possibile, e opta per l’amaro calice: la decisione è arrivata al termine dell’assemblea dei soci tenuta questa mattina, nella quale- si legge sul sito ufficiale del club biancorosso- «il socio di maggioranza “Salvatore Matarrese Spa” ha comunicato l’impossibilità a ripianare le perdite ed a fornire nuova finanza avendo, in data 10/02/2014, depositato presso il Tribunale di Bari istanza di concessione del termine per il deposito della domanda di concordato preventivo, ovvero di accordo di ristrutturazione dei debiti». Il mezzogiorno di fuoco del “San Nicola” ha quindi partorito il suo verdetto: l’assemblea ha messo sul piatto una situazione di crisi irreversibile, priva di altre vie d’uscita. Libri in tribunale nella speranza di salvare la categoria.

All’assemblea hanno preso parte tra gli altri, Antonio Matarrese (per la proprietà), l’amministratore unico Francesco Vinella, Enrico Scoditti (direttore amministrativo della Salvatore Matarrese Spa) e Oreste Fornarelli per il collegio sindacale. All’esterno della sede sociale, un presidio delle forze dell’ordine con tre camionettee una decina di tifosi. Salvaguardare il titolo sportivo e ripianare quel debito di 20 milioni sono le parole d’ordine ora in Strada Torrebella.

«Nella discussione sociale– prosegue la nota ufficiale- è emersa la comune volontà di tutelare il lustro e la storia del Bari Calcio, facendo quanto possibile affinchè la stessa possa proseguire oltre le singole vicende societarie, in quanto patrimonio dell’intera cittadinanza». Nessuna rima con la possibilità di accettare un eventuale concordato, così toccherà ad altri “ruoli” (amministratore unico e collegio sindacale) dell’assemblea seguire l’iter della legge e «tutelare il lustro e la storia del Bari Calcio, facendo quanto possibile affinchè la stessa possa proseguire oltre le singole vicende societarie, in quanto patrimonio dell’intera cittadinanza».

Intanto il 17 marzo e il 17 aprile, numeri già poco fortunati per chi si appassiona di cabala, ci sono da saldare le scadenze dell’Irpef e del monte-stipendi, come imposto dal regolamento. «Il socio di maggioranza ha invitato l’A.U. a predisporre ogni iniziativa volta a garantire l’integrità del patrimonio sociale, la salvaguardia dei valori aziendali e del ceto creditorio, anche attraverso il ricorso alla procedura fallimentare» conclude il comunicato ufficiale. Ma i debiti, per ora, chi li paga?

Foto: orgogliobarese.it

Ricerca personalizzata