Berlusconi a Storace, presto cammino comune

    Il presidente del consiglio dimissionario Silvio Berlusconi ha inviato oggi una lettera al congresso de La Destra di Francesco Storace, il cui partito è oggi rappresentato nel governo uscente dal sottosegretario al lavoro Nello Musumeci. A poche ore dalle dolorose dimissioni, l’ormai quasi ex premier ha voluto mandare il suo saluto alla platea della destra italiana, non presente in Parlamento. Nella lettera inviata al segretario Storace, Berlusconi ha parlato di Fini quale causa principale che ha portato al dissolvimento della maggioranza alla Camera e alla politica dei piccoli ricatti, secondo una logica di quanti vorrebbero riportare la politica italiana indietro con le lancette, a quando l’elettore votava senza nemmeno conoscere chi lo avrebbe governato e con quale alleanza di governo.

    Il premier uscente ha voluto ribadire il suo orgoglio per quanto riuscito a fare in questi tre anni e mezzo di duro lavoro di governo, nel pieno di una grave crisi economica internazionale, aggiungendo che l’Italia è un Paese solido, così come lo sono le grandi economie europee, come Francia, Germania e Gran Bretagna. Poi, parlando del futuro politico, Berlusconi ha voluto ribadire quanto già espresso l’anno scorso alla festa de La Destra a Taormina, cioè che il partito di Storace-Musumeci entrerà a fare parte di un’alleanza di centro-destra, dicendosi dispiaciuto che ciò non sia stato possibile nel 2008 a causa del veto di Fini.

    Dunque La Destra sarà alleata del PDL quando ci saranno le prossime elezioni politiche. Quello di Storace è il secondo congresso, dopo quello tenutosi nel novembre del 2007, quando la “benedizione” politica proprio di Berlusconi, presente alla convention, inasprì le tensioni con l’alleato Fini, allora a capo di Alleanza Nazionale, in quanto Storace rappresentava la destra transfuga in uscita da An contro le troppe svolte del presidente, indigeste alla base.

    Ancora una volta, quindi, il congresso de La Destra interviene in momenti clou della vita politica nazionale, aprendo oggi la prospettiva di un allargamento ufficiale di quella che potrebbe essere una coalizione moderata a destra. Di certo, nella lettera emerge tutta l’amarezza del premier uscente, che ritiene di essere vittima di un complotto, iniziato oltre un anno fa con lo strappo dei finiani.

     

     

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