In Brasile la creatività conta

Sempre più spesso, nelle varie sfere della vita quotidiana, si sente parlare di creatività ma raramente si riesce a trovare una definizione in grado di spiegare cos’è o come nasce o semplicemente a mettere a fuoco le reali potenzialità e ricadute che può avere per la società e per l’economia se adeguatamente valorizzata e supportata.
Il più delle volte per creatività si intende la capacità di produrre idee o di definire e strutturare in modo nuovo le proprie esperienze e conoscenze per dare risposta a problemi noti o nuovi.

A disquisire sul tema, negli anni, si sono susseguiti vari studiosi, uno fra tutti Richard Florida con la sua famosa teoria delle 3T (Talento, Tecnologia, Tolleranza), ma il dibattito sembra tutt’altro che chiuso.
Così si moltiplicano le occasioni in cui si discute di creatività e a testimoniarlo è il “Festival dell’Economia Creativa” che si conclude oggi, giovedì 7 novembre, a San Paolo (Brasile).

In agenda tre giornate di incontri e dibattiti per comprendere come creare valore a partire da cultura, design e innovazione e quindi come la cultura e la creatività siano in grado di dar vita a prodotti in cui la bellezza si fonde con l’esperienza e il saper fare.

Il Festival si è aperto il 5 novembre con il summit “La creatività giovane: come si produce l’innovazione”, un’occasione in cui si è discusso sulle modalità di produzione dell’innovazione a partire dai giovani. Ieri si è passati a “La cultura che aggrega valore”, un summit volto ad approfondire le dinamiche che si innescano quando creatività, cultura e produzione si incontrano generando un valore immateriale per prodotti fisici.

I settori toccati da questi aspetti sono molti (arte, architettura, musica e spettacolo ma anche moda, design, gusto, cinema, radio e TV, editoria, software e pubblicità) ed è interessante notare come un determinato territorio, con la sua cultura, identità e tradizioni, sia in grado di dar vita a progetti e prodotti unici e originali. Oggi, invece, si parlerà della relazione tra valore e luogo in cui i prodotti creativi sono realizzati e/o consumati analizzando come lo spazio va a incidere su creatività, persone e prodotti.

In definitiva quindi: “La creatività conta. Conta nell’arte, nella scienza, nella cultura e, non ultima, nell’economia” così si apriva nel 2009 il Libro bianco sulla creatività a cura di Walter Santagata uno dei massimi esperti italiani di economia della cultura, scomparso questa estate, che ha dedicato gran parte della sua carriera a dimostrare come cultura e creatività siano asset strategici per lo sviluppo economico del nostro Paese e l’aumento del PIL nazionale.

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Sabrina Savoca
Nata in Sicilia, cresciuta in Piemonte, ora vivo a Milano. Architetto, ricercatrice e consulente nei settori cultura, turismo e sviluppo locale; negli ultimi anni mi sono specializzata in management culturale e marketing
territoriale.

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