Spesso chi possiede un cane si trova dinanzi ad un grave problema: dove e a chi lasciare il proprio amico a quattro zampe durante una lunga giornata di lavoro.

Tra qualche anno potremmo non avere più di questi problemi, perché potremmo portare il nostro amico a lavoro. È l’ultima moda proveniente dagli Usa, dove sempre più aziende stanno adottando la politica dog-friendly, secondo la quale il dipendente può portare il proprio cane in ufficio durante il normale svolgimento delle attività lavorative.

Alcune delle più importanti aziende americane, come le due società digitali Google e Amazon, hanno adottato questa politica e nei loro quartier generali si possono incontrare moltissimi cani che accompagnano i loro padroni, non a caso Google viene considerata una delle aziende al mondo dove è più piacevole lavorare.

Le ultime ricerche della Central University of Michigan addirittura affermano che la presenza dei cani in ufficio migliorino la produttività dell‘azienda, favorendo le relazioni e la comunicazione tra i dipendenti. Molte delle imprese che hanno permesso ai lavoratori di portare con sé i propri cani hanno registrato anche meno assenze per malattia e meno richieste di permessi. Forse proprio per questi dati positivi moltissime altre aziende stanno valutando l’ipotesi di adottare la politica dog-friendly.

Ovviamente ci sono delle regole da rispettare al fine di non rendere spiacevole tale convivenza. Alcune aziende richiedono tutte le opportune vaccinazioni, altre che i cani non siano eccessivamente vivaci, ma tutte pretendono che il padrone provveda alla pulizia e al controllo del proprio cane, il quale dovrebbe preferibilmente stare sempre accanto al suo padrone.

Anche in Europa ci sono aziende dove tutto questo è possibile, per il momento solo in Austria, dove cane e padrone sono sottoposti ad alcuni test per l’acquisizione di un patentino che permette loro di condividere la giornata lavorativa. Oltre al normale test di relazione per accertare il feeling tra il cane e il padrone, i due dovranno sostenere delle prove separatamente. Il cane deve rispondere ai richiami del padrone e resistere agli impulsi sonori e visivi che potrebbero normalmente innervosire l’animale, mentre il padrone deve rispondere ad un test scritto ed uno orale, con i quali si mette alla prova la conoscenza  che egli ha del suo cane, comprese le esigenze che quest’ultimo potrebbe avere stando tutto il giorno in ufficio.

Dunque anche nel mondo del lavoro i nostri amici a quattro zampe riescono a dare il loro contributo e chiunque avrà la possibilità di lavorare al fianco del proprio cane, anche in ufficio potrà dire di sentirsi a casa.