Carlo Ancelotti e una stagione perfetta che sa di rivalsa

Carlo Ancelotti, allenatore italiano pluridecorato sta riuscendo nel miracolo: farsi amare dal Real Madrid.
Si, stiamo parlando di vero e proprio miracolo in quanto storicamente il Real è una delle piazze più difficili al mondo a livello di pressione e ambiente lavorativo. Ne sanno qualcosa tecnici come Capello, Mourinho e tanti altri allenatori capaci si di vincere, senza però convincere.

La stagione di Carletto era iniziata, come di frequente a Madrid, tra i malumori dei media, repentini nel criticare l’acquisto record di Gareth Bale, il gioco imposto dall’allenatore italiano e qualche pareggio di troppo.
Ancelotti tuttavia non si è mai dimostrato minimamente turbato dal vociferare dei quotidiani spagnoli e, forte dell’esperienza al Milan con un presidente come Silvio Berlusconi, ha risposto con l’unica vera medicina alle critiche: il lavoro.
Un lavoro sul campo, tattico, mentale che oggi, a metà stagione mostra tutti i risultati. Il Real Madrid infatti è primo in Liga con 63 punti, agli ottavi di Champions League dopo aver brillantemente vinto da imbattuto il girone con la Juventus ed il Galatasaray ed in finale di Coppa del Rey, dove ha umiliato i cugini dell’Atletico con un parziale di 5-0 tra andata e ritorno.
A confermare la straordinaria stagione del Real ci pensano poi i numeri in Liga, numeri che parlano di una squadra capace di conquistare 63 punti su 75 e 26 partite, contando tutte le competizioni, da imbattuto con la possibilità di sfondare il muro dei 100 punti in campionato. Cifre pazzesche che hanno fatto impazzire l’ambiente madrileno.

Questa sera il Real Madrid sarà ospite a Gelsenkirchen, in casa dello Schalke per affrontare l’andata degli ottavi di finale di Champions League. Per entrare definitivamente nel cuore dei Blancos Carletto dovrà riuscire nella straordinaria impresa di conquistare la decimaCoppa dalle grandi orecchie” del club. Conseguire questo traguardo storico aprirebbe di diritto le porte dell’olimpo delle leggende madrilene. Missione difficile ma non impossibile per un allenatore che ha già vinto ben quattro Champions, due da calciatore e due da allenatore, segno inequivocabile di un discreto feeling con l’ambito trofeo europeo.

A onor del vero bisogna ammettere che il parco giocatori messo a disposizione da Florentino Perez è davvero straordinario con Cristiano Ronaldo, Pallone d’Oro 2013, a capitanare una squadra piena di campioni affermati ma anche di giovani talentuosi come Varane, Morata e Jesè. Il merito di Ancelotti sta proprio nell’esser riuscito a coniugare le varie “anime” dello spogliatoio. Non è un caso se un giocatore ritenuto sopravvalutato come Pepe stia finalmente dimostrando tutto il suo valore senza incorrere più negli episodi disciplinari che avevano contraddistinto la sua carriera o se “Mister 100 milioniGareth Bale ha già siglato 12 reti in sole 26 presenze. Il riaffermarsi di CR7 come miglior calciatore al mondo non è altro che la conferma del valore assoluto di Ancelotti come tecnico, un allenatore capace di imporsi con una grande autorità e con modi pacati all’interno di uno spogliatoio stellare.

D’altra parte non potrebbe essere altrimenti per un tecnico che a 54 anni, vanta esperienze e soprattutto trofei in top club quali Milan, Chelsea, PSG e appunto Real Madrid, senza dimenticare il Parma, squadra portata ai preliminari di Champions League, risultato migliore della storia del club ducale. I risultati conseguiti al Milan sono leggenda mentre l’unica vera e propria macchia di questa straordinaria carriera è rappresentata dalla parentesi alla Juventus, un vero e proprio fallimento.
Ma Carlo Ancelotti non è abituato a rimuginare sul passato e punta dritto ai trofei da conquistare nell’immediato futuro con il Real Madrid. Siamo sicuri che a fine stagione il tecnico italiano alzerà al cielo una coppa, vedremo quale. Scommettere su una sua vittoria potrebbe non pagare tanto visto lo straordinario palmares di questo allenatore ma quello che in realtà non ha prezzo, e sul quale in pochi avrebbero scommesso, è la stima ed il rispetto conquistato in pochi mesi a Madrid. Una stima e rispetto che potrebbero presto diventare un folle amore. Ma questo dipende dalla amata e dannata Champions League.

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