Come l’intelligenza artificiale può funzionare meglio di quella umana

intelligenza artificiale
intelligenza artificiale

Come riportato sulla famosissima rivista scientifica Science, il progresso e l’avanzamento dell’intelligenza artificiale e delle tecnologie ad essa associate stanno portando verso lo sviluppo di nuovi sistemi artificiali che supereranno le capacità gestionali umane in un modo difficile da prevedere, come sta già avvenendo nel capo delle trattative e delle decisioni da prendersi in situazioni complesse che hanno molte variabili in gioco.

Molte persone hanno un vero e proprio talento naturale nello svolgimento delle trattative e nel prendere decisioni in modo rapido ed efficiente, ma anche queste decisioni sono considerabili una scienza e, in quanto tale, un’intelligenza artificiale può apprenderla. I computer potrebbero gestire in modo molto più efficiente e accurato numerose situazioni complesse rispetto a quanto non possa fare un essere umano, che può essere distratto da dettagli di poco conto e non dare la giusta importanza alle componenti che invece sono potenzialmente importanti. Esempi di situazioni in cui un’intelligenza artificiale potrebbe superare le capacità gestionali umane vanno dalla gestione di un incrocio stradale fino ai commerci globali.

In Agosto si è svolto a Melbourne, Australia, il congresso internazionale sull’intelligenza artificiale. Durante la conferenza è emerso proprio questo potenziale delle intelligenze artificiali di sostituire le persone nella gestione di sistemi complessi. Tim Baarslag, informatico del Centrum Wiskunde & Informatica di Amsterdam, ha spiegato chiaramente tutti gli sviluppi potenziali di questa tecnologia.

Baarslag ha innanzitutto ricordato cosa possono fare attualmente le intelligenze artificiali che si occupano di negoziazione e che quindi svolgono ruoli in cui prendono automaticamente decisioni durante un processo. Un esempio semplicissimo è dato da alcuni bot di eBay, che rilanciano automaticamente le offerte sulla base delle indicazioni che vengono fornite loro dagli utenti. Esempi più complessi e generalmente meno conosciuti sono poi tutti quei software che servono per assistere le decisioni umane fornendo un supporto decisionale, come nel caso dei sistemi che analizzano i form per le richieste di lavoro: se nel form il candidato dichiara che il valore più importante per lui è la famiglia, ma sta applicando per un lavoro a grande distanza da casa, probabilmente sta mentendo. Se questo dettaglio può sfuggire facilmente ad un esaminatore, viene immediatamente individuato da un’intelligenza artificiale.
Gran parte dei software attualmente esistenti e in uso sono tuttavia strettamente dipendenti dalle impostazioni che vengono loro fornite e non sono realmente del tutto autonomi del prendere le decisioni.

Le persone possono sbagliare facilmente nel prendere delle decisioni che per un’intelligenza artificiale sono invece estremamente semplici. Innanzitutto un computer prende decisioni in modo molto più rapido rispetto ad una persona e inoltre può elaborare un numero di informazioni estremamente maggiore, restando neutrale. Ad esempio un computer può scegliere rapidamente una casa da acquistare, può organizzare un meeting mettendo d’accordo le necessità di molte persone e può trovare la soluzione migliore in caso di negoziazioni politiche.

Al di là di quelle che possono essere le motivazioni alla base della necessità in futuro di utilizzare l’intelligenza artificiale per prendere decisioni, spiega Baarslag, questi software offrono dei vantaggi assolutamente innegabili. Quando un essere umano deve prendere una decisione, soprattutto se questa influenza un’altra persona, entrano in gioco moltissimi fattori psicologici che alterano e modificano le capacità di analisi e scelta. Un computer al contrario, non si lascia influenzare dall’interazione personale che si instaura nei rapporti umani e può quindi effettuare la scelta migliore in assoluto. Ad esempio guidare un’auto. Una persona alla guida può essere stanca, può distrarsi, può interpretare male il comportamento degli altri veicoli o può non avere un tempo di reazione sufficientemente rapido. In un veicolo autonomo, guidato da un’intelligenza artificiale, questi fattori non esistono perché il computer riesce a calcolare molto meglio e in maniera assolutamente oggettiva tutti gli elementi che si trovano su strada e può far interagire la macchina con tutti gli altri veicoli, senza il rischio di incidenti, anche e soprattutto perché si evitano le situazioni in cui due persone ragionano in maniera differente. Due veicoli autonomi sanno non solo quale sia la scelta migliore, ma sanno anche quale scelta sta per compiere l’altro veicolo, quindi possono prevederla e comportarsi di conseguenza.

Questi sistemi non sono ancora sufficientemente implementati da essere considerabili di pubblico dominio, benché anche una semplice applicazione per cellulare nasconda già oggi gli algoritmi alla base delle intelligenze artificiali. Poiché utilizziamo costantemente questi sistemi e siamo tendenzialmente portati a fidarci ciecamente di quanto fanno per noi, sorge spontanea la domanda: come possiamo migliorare questi sistemi finché ci fidiamo di quanto ci forniscono attualmente? Baarslag risponde semplicemente che le esigenze e le necessità che si manifestano nel corso del tempo sono il motore naturale del progresso tecnologico, il solo limite attualmente è la fantasia riguardo quelle che potrebbero essere le applicazioni future dell’intelligenza artificiale.

Argomento più spinoso è certamente l’etica. Se un computer prende decisioni che influiscono sulle persone, sarà in grado di rispettare l’etica umana? Benché siamo ancora molto lontani da questa possibilità, sappiamo già che non ci saranno software che si discosteranno da ciò per cui sono stati programmati.

Ricerca personalizzata