Era il Brad Pitt iracheno: torturato e ucciso perché gay

Karar Nushi

Il suo corpo è stato ritrovato multilato e torturato. E’ morto così, di una morte orrenda, l’attore e modello iracheno Karar Nushi. Ribattezzato dalla stampa locale come il “Brad Pitt iracheno”, Karar lavorava nel mondo dello spettacolo e andava fiero del suo aspetto estremamente curato.

I lunghi capelli biondi e gli abiti perennemente aderenti facevano di lui una star occidentale, tanto che Karar mai e poi mai si sarebbe conformato alle regole imposte dalla sua cultura d’origine. Ed è stata proprio quella cultura ad ammazzarlo: la “cultura” di chi non accettava un identikit tanto occidentalizzato, tanto creativo e presumibilmente anche omosessuale, quale era quello di Karar.

L’attore è stato ritrovato senza vita nei pressi di Palestine Street, a nord della capitale, dopo che i familiari avevano denunciato la sua scomparsa. Il cadavere è stato ritrovato in condizioni orribili, mutilato e torturato. Pare infatti che ad ucciderlo sia stato un gruppo islamista affiliato all’Isis, che a Karar non perdonava di certo quel suo stile di vita.

Il modello, che era anche studente dell’Accademia di Belle Arti a Baghdad, subiva continuamente bullismo da parte della comunità locale, e veniva spesso reso destinatario di insulti, offese e minacce di morte. Chi lo minacciava lo intimava a ripristinare la mascolinità del tipico uomo iracheno, e a non parlare più con le donne come era solito fare.

Gli inquirenti stanno indagando sul caso, perché la morte di Karar potrebbe essere riconducibile a un’operazione che si trascina ormai dal 2003 e che vede alcuni gruppi islamici impegnati nel perseguire, rapire e torturare giovani uomini accusati di omosessualità.

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