Fabiana Muscas, parla la donna arrestata insieme a Marco Carta

Marco CartaMarco Carta
Marco Carta

In questi giorni, il caso Marco Carta ha infiammato le prime pagine di molti giornali nostrani. Il cantante, per chi fosse rimasto indietro, è stato arrestato per un giorno per aver partecipato al furto di sei magliette del valore di 1.200€ presso il noto negozio de La Rinascente, a Milano.

A quanto pare, Marco, in quel furto, era complice di un’altra donna che con lui aveva appunto partecipato alla “missione”. Dopo una bella manciata di ore trascorse agli arresti domiciliari e tanto discutere sui giornali e nei salotti tv, il cantante sardo è stato rilasciato, ma non affatto scagionato da tutte le accuse: su di lui pende ora un capo d’imputazione un po’ più lieve rispetto a quello con cui si era partiti, vale a dire furto aggravato in concorso.

In sostanza, dalle prime indagini è emerso che Carta potrebbe non essere stato l’artefice del furto così come si pensava all’inizio, ma “soltanto” un complice. Al centro dell’operazione quindi vi sarebbe la donna arrestata insieme a lui, cioè Fabiana Muscas. “La donna che ha accompagnato Carta alla Rinascente è stata arrestata con lui per aver rubato sei magliette. Lei è un’infermiera professionale – scrive Il Corriere della Sera -, si chiama Fabiana Muscas e lavora presso il reparto di cardiologia dell’ospedale Brotzu di Cagliari”.

Poco dopo però, sempre sul Corriere, appare un’altra novità, perché pare che tale Muscas non sia iscritta all’albo degli infermieri: “Tuttavia c’è un’ombra su di lei, perché da una nota dell’ordine degli infermieri di Cagliari emerge che Fabiana non sia iscritta all’albo. L’ordine annuncia pertanto che effettuerà degli approfondimenti sulla sussistenza dei requisiti per esercitare la professione”.

Dal canto suo, in queste ore la donna ha rilasciato una breve dichiarazione difendendosi per lo meno dall’accusa di furto (a quella piovuta sulla sua professione evidentemente ci penserà poi): “Si è trattato di un errore, per davvero! Io non ho fatto niente di male”. A questo punto soltanto le immagini delle telecamere di sicurezza sapranno restituirci la verità dei fatti.

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