Fare impresa: da dove cominciare?

Fare impresa

Pensate di avere delle buone idee e vorreste tradurle in termini imprenditoriali, ma non sapete bene quali sono i passi da muovere per cominciare a fare impresa? Ecco qualche suggerimento.

Molto spesso, quando si parla di imprenditoria, si pensa subito alle grandi imprese, alle multinazionali con migliaia di dipendenti e fatturati alle stelle, come McDonald’s o Apple, per citarne alcune, ma fare impresa non è un gioco da ragazzi e i fondatori di queste aziende non si sono certo svegliati una mattina con il marchio registrato e la fama che ormai li precede.

Per entrare nell’impero delle grandi imprese si comincia dalla microimprenditorialità. Che cosa si intende per “microimprenditoria”? Semplicemente una piccola, “micro” appunto, azienda che ha alle sue dipendenze meno di 10 impiegati e che fattura meno di 2 milioni di euro l’anno. È quindi un’azienda che, a tutti gli effetti, riesce a creare posti di lavoro e a contribuire allo sviluppo economico del territorio.

Ma da dove si comincia? Molti sono i fattori da tenere in considerazione prima di buttarsi in questa avventura imprenditoriale. Vediamoli insieme:

  • Avere un’idea ben precisa e soprattutto realizzabile di business: l’originalità infatti non sempre premia. Meglio fare un’indagine di mercato per capire come la vostra idea può essere accolta e cercare di prevedere se, e come, questa idea si adatterebbe al continuo progresso industriale.

Uno dei fiori all’occhiello delle grandi imprese italiane, la Pirelli di Marco Tronchetti Provera, comincia la sua storia nel 1872 con la produzione di articoli in gomma elastica per proseguire, successivamente, con liste di gomma per carrozza e lanciare, poi, il primo pneumatico per biciclette. Il resto è storia.

  • Scegliere un settore e un’idea in cui siete già ferrati o appassionati: “fai quello che ami e non lavorerai un singolo giorno della tua vita”, diceva qualcuno. Steve Jobs, per esempio, era appassionato di elettronica e, dopo un periodo passato a lavorare in una delle prime case di produzione di videogiochi, decise di mettersi in proprio e fondare la famosissima Apple partendo, tra l’altro, da un garage come sede di lavoro. Analizzate quindi le vostre passioni, stilate una lista dei punti cardine che vi caratterizzano e che porterebbero vantaggi alla vostra azienda e scegliete quale tipo di business vorreste intraprendere.
  • Adattare l’idea alla richiesta del mercato: chiedetevi, cioè, di cosa hanno bisogno i clienti e pensate a soddisfare le loro esigenze. Naturalmente, non basta basarsi sulle proprie passioni, bisogna tenere sempre di conto di cosa sta cercando il mercato e quindi il cliente. Fate quindi anche una lista dei business più realizzabili, con i relativi punti di forza e di debolezza, per avere una prima idea dei fattori di rischio dell’impresa e di come potrebbe andare il vostro futuro.
  • Scegliere un nome che sia facilmente memorizzabile, che sia il più chiaro possibile e pronunciabile. Un consiglio è quello di evitare nomi troppo lunghi o contorti.

Una volta scelto il proprio business dovrete capire che tipo di impresa volete costituire e con quale forma giuridica: società di capitali (S.p.A. o S.r.l.) o società di persone (S.n.c. o S.a.s.) dopodiché, sarà importantissimo redigere un business plan efficace in grado di conquistare i potenziali investitori, quali banche o eventuali soci. Ecco quindi alcuni suggerimenti per rendere accattivante il vostro piano aziendale:

  1. Incentrare il focus sul problema che la vostra azienda intende risolvere: quali risorse servono per risolverlo e di quanto denaro;
  2. Supportare il business plan con statistiche e dati reali di settore
  3. Presentare la strategia finanziaria in modo concreto e facendo riferimento al breve, al medio e al lungo termine;
  4. Fornire risposte concrete e far comprendere quanto la vostra idea possa risultare vincente sul mercato;
  5. Presentare degli obiettivi realmente raggiungibili e assolutamente concreti;
  6. Presentare una storytelling della vostra azienda accattivante e avvincente che aiuti ad esprimere ed enfatizzare la vostra motivazione;
  7. Indicare i costi di avvio e di ricavo previsti a inizio attività, mantenendosi un po’ più alti con i costi di avvio;
  8. Utilizzare grafici e schemi come supporti visivi al vostro business plan, per mantenere l’attenzione su di voi e illustrare meglio ciò di cui state parlando;
  9. Illustrare la vostra strategia sul prezzo del prodotto che avete intenzione di vendere;
  10. Incentivare gli investitori presentando quale sarà il ricavato dell’investimento nella vostra azienda;
  11. Redigere un business plan realistico e che quindi non faccia mistero dei vostri punti deboli.

Un altro passo importante da compiere nella fase iniziale della microimprenditorialità è la gestione degli aspetti legali.

La consulenza di un avvocato esperto nel vostro settore potrebbe risultare molto utile per riuscire a muoversi senza troppa fatica nel labirinto di regolamenti e norme, permessi edilizi, contratti, imposte e tutta la burocrazia che incontrerete durante il vostro cammino imprenditoriale.

Altre due figure di riferimento, infine, saranno un bravo e fidato commercialista e un consulente fiscale. Il primo dovrà gestire e amministrare le vostre finanze, il secondo occuparsi delle tasse da pagare.

Adesso che abbiamo visto quali sono i principali fattori da considerare per cominciare a fare impresa, non vi resta che raccogliere idee e suggerimenti su come aprire un’azienda, dal punto di vista del settore di attività e di forma giuridica, e cominciare il vostro percorso.

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