Formula 1, Vettel cala il poker

Nel Gp di Corea non è mancato proprio nulla. Sorpassi, incidenti, gomme che esplodono, fuoco e fiamme e una safety car che si prende il lusso di gareggiare con le monoposto di F1.

Se la noia non si è fatta notare sul circuito coreano, è stato il solito imbattibile Sebastian Vettel ha oscurare tutto e tutti.
Quarta vittoria di seguito, ottavo successo stagionale, 77 punti di vantaggio sul Fernando Alonso secondo in classifica ormai completamente eclissato insieme a una Ferrari mai in gara e mai corsa per questo mondiale.

Fa rabbia sentire, leggere e vedere che un fenomeno come Vettel su una super Red Bull, debba essere deriso solo perchè è il più forte di tutti e guida la macchina migliore. Quando era la Ferrari con Shumacher a vincere così, nessuno fischiava e nessuno gridava a presunte irregolarità sulla vettura.
La verità è che il tedesco della Red Bull sia avvia a vincere il quarto mondiale e potrebbe laurearsi campione del mondo già nel prossimo gp del Giappone.
Il resto è veramente poca roba se non da citare che Raikkonen si è veramente superato partendo dalle retrovie e arrivando sul secondo gradino del podio con un sorpasso che dire “aggressivo” è dir poco sul suo compagno di squadra.

Un Alonso, ormai rassegnato, si è accontentato di un sesto posto che la dice tutta sullo stato attuale della Ferrari.
Da applausi la prestazione di Hulkenberg sulla cenerentola Sauber che ha tenuto testa sia ad un arrembante Hamilton che a un poco incisivo Alonso. E pensare che il pilota tedesco era stato scelto, in un primo momento, come sostituto di Massa, poi qualcosa è cambiato ed è arrivato Raikkonen: peccato!
Bisognerebbe aprire, poi, un capitolo a parte per Massa, dopo poche curve dal via in testacoda e ripartenza in ultima posizione. Non si può vincere nessun mondiale con una macchina sola e con un solo pilota. Anzi visto quello che è successo a Webber, compagno di squadra di Vettel, forse si ma devi avere una “Red Bull” come monoposto e chiamarti Sebastian.

Tra qualche giorno sul circuito di Suzuka sapremo se il mondiale 2013 si chiuderà anche matematicamente oppure bisognerà aspettare un’altra gara.
La pista giapponese sembra creata per esaltare le doti della macchina con le “ali”.

Alla Ferrari non resta che pensare al 2014 con una mentalità, con uomini e tecnologie nuove è da tempo che lo scrivo, se così non fosse continueremo ad ascoltare Domenicali che si arrampica sugli specchi e pseudo giornalisti che cercheranno di dare dell’ “irregolare” alla vettura meglio progettata dal genio Adrian Newey.

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