Gli uomini preferiscono le bionde, ma sposano le more. Perchè?

La rivalità “Blonde Vs. Brunette” va avanti ormai da anni. In America nacque nel lontano 1875, quando i primi giocatori professionisti di baseball di sesso femminile furono assegnati alle squadre del campionato in base al loro colore di capelli. Anche nell’editoria a fumetti, le prime Betty Cooper e Veronica Lodge portarono la “sfida dei capelli” ad un successo inaspettato, fomentando la curiosità e persuadendo l’opinione pubblica. Nonostante molti paesi abbiano alimentato la leggenda “bionda vs bruna” nelle industrie dell’intrattenimento, Le Monde ha confermato che il fenomeno, negli Stati Uniti, sia più sviluppato che in altre nazioni e culture. In un articolo del 2012, il quotidiano francese ha dichiarato che la televisione americana ha, quasi sempre, raffigurato e descritto le donne bionde come la “parte buona e gentile” del mondo femminile, con caratteri di purezza ed eleganza, e qualità come la bontà e la sincerità, spesso a scapito delle loro “sfidanti” brune.

Moltissimi sono stati gli studi condotti nel corso degli anni per misurare l’atteggiamento della società verso le bionde e le brune. Alcuni di questi hanno dimostrato che gli uomini, in particolare quelli di origine europea, considerano le donne bionde più attraenti di brune, rosse, o donne di altre razze e paesi con che capelli, occhi e carnagione scura.
In un’intervista del 2012 con la NBC News, la Dr. Lisa Walker, Sociologia all’interno del Dipartimento Chair presso la University of North Carolina, ha detto che “Il colore dei capelli gioca un ruolo di rilievo nel modo in cui le persone sono trattate” e ha affermato addirittura che le bionde ricevono stipendi migliori.
“La maggior parte delle persone vi direbbe che non importa quale sia il vostro colore di capelli, quale stile voi abbiate o come vi vestiate; sareste, semplicemente, belle -o brutte- in base al vostro viso”, ha spiegato Walker. “Però, già da piccoli, ci vengono inculcati degli stereotipi. Nei cartoni animati o nei film e fumetti, il mito del “colore dei capelli” è presente più che mai e va a distinguere personalità e personaggi”.

Come ricade questo modello nella società del XXI secolo?
Le bionde, simbolo di innocenza e angelicazione del sesso femminile, sono da sempre accreditate del binomio bellezza-perfezione: le principesse di fiabe e cartoni animati sono rappresentate con lunghe chiome del colore del sole e occhioni azzurri.
Ma le more? Sono le più passionali, le più sexy e le più determinate. Hanno obiettivi, lavoro ed intelligenza ed incarnano l’immagine della “donna di casa, perfetta in famiglia e ottima compagna”. Per questo, gli uomini, osservano le bionde, le studiano, le ammirano, come cacciatori alla ricerca di una dolce preda per il pranzo domenicale, come bracconieri in foreste, come meraviglia del cielo e miracolo divino; poi, però, sposano le brune, più “toste”, testarde e attive, come amori impossibili e sogni proibiti, come ricerca del limite e contatti vertiginosi, difficili, pericolosi.

E le rosse? Chi sceglie le rosse?

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