Governo Renzi: da Grillo a Obama, le reazioni interne e dall’estero

«Sembrano gli Ultimi giorni di Cinecittà, una versione sordida e surreale degli Ultimi giorni di Pompei. Una recita da spaghetti western all’amatriciana tra palazzi di cartone tirati su in qualche modo. Una città fantasma, una ghost city polverosa, un continuo andare e venire tra palazzi di cui si vede e rivede la facciata dietro alla quale non c’è nulla. Un film di serie B, ma molto costoso, fatto con i nostri soldi, che si sposta di telegiornale in telegiornale da Palazzo Madama, al Quirinale dove vigila l’Uomo del Colle, da Palazzo Grazioli al Viminale a Palazzo Chigi con qualche deviazione al Nazareno»: come prevedibile, Beppe Grillo non ci va leggero sul suo blog. All’indomani dell’insediamento di Matteo Renzi al governo, il leader 5 Stelle punta tutto sulla critica feroce – già sperimentata durante le consultazioni – e la posizione del suo partito sembra ormai fin troppo chiara: ormai è praticamente impossibile per Renzi guadagnarsi la loro fiducia nel voto di lunedì in Parlamento.

Per quanto riguarda il resto della “vecchia generazione”, le reazioni si fanno sempre più contrastanti man mano che ci si sposta verso sinistra: da un arzillo Berlusconi, che sembra aver appoggiato la manovra renziana solo per poter giovare del tornaconto di milioni di italiani sempre più delusi, alla seraficità con cui Emma Bonino cerca di tranquillizzare chi la voleva stizzita dopo aver perso il posto di comando alla arnesina, passando per una diplomatica Nunzia De Girolamo, l’ex ministro deputato di Ncd che porge i suoi auguri ad Alfano, Lorenzin e Lupi, «la cui riconferma dimostra l’intenzione di questo esecutivo di concretizzare il buon lavoro iniziato con il Governo Letta e che di fatto ha riconosciuto al nuovo centro destra un ruolo centrale e determinante».

Di tutt’altro approccio è Silvio Berlusconi: «democrazia è quando un governo è eletto dai cittadini. Se non è eletto direttamente dai cittadini non è più democrazia» ha infatti affermato in un intervento telefonico durante una riunione del club “Forza Silvio” a Milano. Secondo il leader di Forza Italia, Renzi adesso è solo una figura «scelta all’interno di un solo partito che non ha neppure la maggioranza in Parlamento».
L’obiettivo per il Cavaliere sono le prossime elezioni, «quando si potrà finalmente andare ad eleggere un governo espressione dei cittadini», e la sfida è recuperare i voti dei 25 milioni di italiani delusi dalla mancanza di un cambiamento. Paradossale che a dirlo sia chi fa parte della politica italiana da vent’anni, ma Berlusconi resta pur sempre un abile leader: «bisogna convincere quegli italiani che sono nell’ignoranza circa la necessità di dare al Paese una maggioranza formata da un solo partito, perché solo così si possono ottenere quelle modifiche istituzionali che consentono al Paese di uscire dalla crisi, garantendo ai cittadini una assoluta libertà», ha concluso.

«Non ho sassolini da togliere» dichiara invece Emma Bonino durante un comizio a piazza Argentina. «Quando ieri Renzi mi ha chiamato mi ha detto che non era niente di personale, che in politica estera serve continuità ma anche rinnovamento, ne ho preso atto. Non l’ho saputo dalla tv, come qualche ricostruzione giornalistica ha detto, anche se potevo saperlo prima. Ma non importa. Ho incontrato Federica Mogherini che conosco e le ho detto che può contare su di me, sulla professionalità e dedizione dell’intera Farnesina e sui Radicali per i valori che ci distinguono».

Se dunque all’interno del Paese la vecchia generazione politica sta ancora smaltendo il rancore per essere stata mandata a casa senza troppi complimenti, all’estero diversi capi di stato si sono mostrati particolarmente cordiali. Che siano un pro forma o meno, gli auguri da parte di Obama al nuovo governo sembrano sicuramente rilevanti. Il Presidente degli Stati Uniti ha comunicato di essere pronto a lavorare “in stretta collaborazione con il premier Renzi e il presidente Napolitano” e che “i due paesi perseguono obiettivi analoghi” come “la creazione di posti di lavoro e di opportunità economiche sulle due sponde dell’Atlantico“.

Auguri di buon lavoro anche da Hollande che, dopo aver invitato il neo premier a Parigi “il prima possibile“, ha sottolineato l’importanza di “agire insieme per un’Europa di crescita e occupazione“; congratulazioni anche dal premier Belga Elio Di Rupo.

A Renzi è arrivato un telegramma persino dal Presidente russo Putin, nel quale veniva auspicata un “ulteriore ampliamento della cooperazione” tra Italia e Russia per “garantire la stabilità e la sicurezza nel continente europeo e nel mondo in generale“.

[Foto credits: Ansa]

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