Gran Premio Monza 2013: supremazia Vettel, grinta Alonso

Sulla carta, il Gran Premio di Monza rappresentava l’ultima vera occasione per Alonso e la Ferrari di impensierire Vettel nella corsa al titolo.

Gli ingredienti per un weekend tinto di rosso Maranello c’erano tutti: il GP di casa davanti a migliaia di tifosi; una pista molto veloce,  indigesta alla Red Bull (il team austriaco aveva ottenuto un solo podio a Monza) e su cui invece si adattano bene le Ferrari; la probabile ultima gara di Massa in Italia con i colori di Maranello; la sensazione che il team Red Bull, come dichiarato dai vertici durante la settimana, puntasse principalmente a un buon piazzamento, amministrando il vantaggio in classifica su Alonso e cercando di non riproporre il disastroso GP del 2012 durante il quale entrambe le monoposto si ritirarono per problemi tecnici.

Poteva essere il GP della svolta, l’inizio di una folle rimonta su Vettel e invece è stata l’ennesima prova di forza della Red Bull e del pilota tedesco, assolutamente imprendibile per tutto il weekend.

 

Prove Libere e Qualifiche

L’unica sessione in cui Alonso riesce a stare davanti a Vettel è nelle prove libere del venerdì, chiuse con il secondo tempo dietro a un Lewis Hamilton carico di aspettative per il GP d’Italia. In questa sessione il tedesco della Red Bull fa segnare un quarto tempo poco indicativo considerato che spesso nelle prove libere alza un po’ il piede dall’acceleratore per mascherare i reali valori in pista.

E’ infatti proprio nelle qualifiche del sabato che Vettel e la Red Bull mettono in mostra il vero potenziale: dominano la Q3, la Q2 e la Q1, con il pilota tedesco che potrebbe addirittura accontentarsi del miglior tempo firmato in Q2 per ottenere la pole ma che invece strappa un tempo incredibile all’ultimo giro disponibile, 1.23.755, unico pilota in grado di scendere sotto l’1.24. Alle sue spalle il compagno di team, Webber e in terza piazza la sorpresa Hulkenberg, uno dei principali candidati a prendere il posto di Massa. Hamilton è 11° e Raikkonen 12°, entrambi eliminati sorprendentemente già nella Q2 dopo le buone prestazione nelle prove libere.

Un capitolo a parte lo meritano le Ferrari protagoniste di un turno di qualifiche molto travagliato. La scuderia di Maranello avverte una forte pressione causata dallo strapotere della Red Bull di Vettel in Q3 e Q2 e proprio questo senso di impotenza li convince ad adottare una strategia discutibile: i due piloti vengono fatti girare a breve distanza con lo scopo di aiutarsi vicendevolmente con le scie. Alonso, per nulla contento di dover fare passare Massa, non le manda a dire e sbotta in diretta radio: “Siete proprio degli scemi!”, prima di chiudere con il tempo, proprio alle spalle del compagno di scuderia. Sicuramente non un buon risultato considerando che la strategia della Ferrari sarebbe dovuta essere quella di mettere il pilota spagnolo nelle migliori condizioni possibili per insidiare Vettel.

La Gara

Nonostante le dichiarazioni di facciata del post qualifiche e del pre gara in cui Alonso e Domenicali cercavano di ridimensionare la tensione in casa Ferrari, le facce degli uomini di Maranello facevano trasparire un po’ di rassegnazione sulla griglia di partenza: troppo grossolani e determinanti gli errori in qualifica, soprattutto considerando le difficoltà di Vettel in partenza: riuscire a mettere entrambe le rosse almeno in prima fila, se non proprio davanti al tedesco avrebbe aumentato considerevolmente le chances di vittoria per Alonso.

Ci hanno provato i circa 150.ooo tifosi della Rossa a caricare i loro beniamini che infatti partono bene, facendo lavoro di squadra per ostacolare le due Red Bull. Si intuisce subito che la sfida sarà tra il team di casa e quello austriaco, infatti dopo il primo giro Vettel conduce inseguito da Massa (e ancora una volta viene da chiedersi cosa sarebbe stato se Alonso fosse partito davanti al compagno di team…) con Webber in terza piazza che tenta di tenere a freno Alonso. Lo spagnolo è una furia, riesce a incanalare la rabbia del giorno prima in una prestazione straordinaria, rendendosi protagonista di un sorpasso più unico che raro in F1, quando affianca l’australiano della Red Bull e lo passa all’esterno alla Roggia. Poco dopo si libera di Massa e inizia la caccia a Vettel che però è stato bravo a mettere 6’5” tra sè e gli inseguitori.

Quando Vettel effettua il primo pit stop al 24° giro, Alonso deve provare il tutto per tutto nell’ottica di accumulare il maggior vantaggio possibile sul tedesco. Ancora una volta spuntano incomprensioni con il team: dal box gli dicono di rientrare al 26° giro ma lui vuole farne ancora due in pista sfruttando l’inerzia del momento. Tutto è vano, comunque, perché il ferrarista riesce a mettere solo 17” tra sè e Vettel, quando sarebbero dovuti essere almeno 24” per mantenere la leadership.

Al rientro in pista con le gomme nuove le Red Bull si dimostrano molto più performanti delle Ferrari e alla fine Vettel vince il duello con Alonso che si arrende a pochi giri dalla fine e riesce a difendere la seconda piazza dall’attacco di Webber che si mette davanti a Massa durante la girandola dei pit stop. Quinto è Hulkenberg, autore di un’ottima prestazione. Hamilton (9°) e Raikkonen (11°) regalano un bello spettacolo ai 150.000 presenti con una sfida a suon di sorpassi.

A fine gara è lo stesso pilota spagnolo della Ferrari a dichiarare di aver dato tutto, come a voler ammettere la superiorità del team Red Bull. A questo punto il Mondiale sembra essere già chiuso considerando l’incredibile costanza e affidabilità che il team austriaco ha messo in mostra negli ultimi anni.

In Ferrari tira aria di crisi, non tanto per i risultati quanto per l’atmosfera tesa che si intravede nei box: Massa si prepara all’addio e Alonso sembra essere stufo di guidare un mezzo nettamente inferiore alle Red Bull.

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