Happiness is a lifestyle

Bisognerebbe sempre interrogarsi sul “senso” della vita, segnare nella lista delle cose da fare, canonicamente appesa sul frigorifero, arguti propositi e sbirciare il mondo che ci circonda con una punta di ilarità.
Ognuno di noi, nel suo piccolo, nella sua quotidianità, si trova di fronte all’irrimediabile e lancinante quesito prettamente filosofico riguardante il proprio io.

E in una frazione di secondo, il rischio di emulare catatoniche emozioni è sempre dietro l’angolo. Cosa fare, quindi, per non correre questo rischio?
Semplice: essere felici.

Ovviamente, bisogna stare attenti a non usare questa parola con troppa “leggerezza”. La felicità, a capo del benessere psicofisico di un individuo, è un tema caro anche per l’ONU.
L’ Organizzazione delle Nazioni Unite raccomanda, attraverso il World Happiness Report 2013, alla politica di cessare di concentrarsi prevalentemente sui risultati puramente economici e suggerisce di tenere in maggior considerazione i fattori che determinano la percezione di benessere nelle popolazioni del pianeta.

“Oggi c’è una domanda crescente in tutto il mondo: che la politica sia maggiormente allineata con ciò che realmente conta per le persone, riguardo a ciò che esse intendono per benessere “, ha affermato il professor Jeffery Sachs, Direttore dell’Earth Institute della Columbia University e Consigliere speciale del Segretario generale delle Nazioni Unite, aggiungendo che “sempre più leader mondiali stanno parlando dell’importanza del benessere come linea-guida per le loro rispettive nazioni e per il mondo. Il report World Happiness del 2013 mostra come la misurazione e l’analisi sistematica della felicità ci possa insegnare molto su come migliorare il benessere e lo sviluppo sostenibile a livello mondiale”.

Come ormai risaputo la Danimarca, la Norvegia e la Svizzera detengono il nobile primato di essere gli stati più felici al mondo.
Ma anche l’Italia ha le sue isole felici.

La Sicilia è la chiave di ogni cosa, per dirla come Goethe, un passepartout di forti emozioni, che impreziosiscono la vita dei siciliani e di coloro che roteano intorno alle loro esistenza; loro sono vulcanici e caratterizzati da una imponente componente caratteriale di solarità e beltà d’animo.
Nasce a Catania il “Festival della Felicità Interna Lorda”.

Il FIL FEST, che si svolgerà dal 5 al 7 Novembre presso lo Zo Centro Culture Contemporanee Catania, è l’esplicazione di come la felicità nell’isola sia tangibile e, perché no, anche condivisibile.
“Il FIL FEST si propone come un momento di aggregazione e riflessione partecipata sulle modalità con cui possiamo cogliere le opportunità di felicità a cui di fatto la crisi ci spinge”.

Numerosi quesiti verranno articolati, sviluppati e argomentati con passione, creatività e originalità. Punti di partenza per osservare da differenti angolazioni la realtà talvolta troppo grigia che ci circonda.
“Possiamo conferire senso e valore collettivo a una de-materializzazione del PIL? Possiamo orientarci verso una contrazione degli stili di consumo di beni di confort (che creano assuefazione e dipendenza) in favore di un’espansione dei beni di esperienza (le arti, il sapere, lo sport, etc.) che comportano un investimento di tempo e che garantiscono anche un’utilità procedurale per chi vi si dedichi? Possiamo proporre salvaguardia della bellezza e della salute complessiva di uomo e ambiente come traguardi dello sviluppo? Possiamo rivalutare stili e ritmi di vita più aderenti a un’idea di uomo più mediterranea che anglosassone, che ci vede a livello internazionale all’avanguardia nella detenzione di un sapere antico legato all’ospitalità e alla cura dei rapporti umani prima di quelli di mercato? Possiamo immaginare che le dimensioni dell’interiorità abbiano diritto di cittadinanza nel costruire lo spessore della felicità?”

Rispondere a queste domande sicuramente ci renderà più consapevoli e di conseguenza più felici. Quindi perché non esserlo? A Catania si può.

FIL FEST è un progetto ideato e organizzato da HUB | SICANEX | ZO con il patrocinio del Comune di Catania – Assessorato ai Saperi e alla Bellezza Condivisa.
Il festival è interamente autoprodotto e autofinanziato.

La felicità, invece, si moltiplica da sé.

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