I contenuti privati nei cloud storage potrebbero essere tassati

La proposta della deputata francese Françoise Castex al Parlamento Europeo di tassazione dei servizi di cloud storage di contenuti protetti dal diritto d’autore sta facendo parecchio discutere. Secondo la Castex le copie private che gli utenti posseggono su supporti ottici o hard disk non sarebbero diverse da quelle on line e per questo motivo vanno ugualmente tassate. Poiché secondo la deputata francese “le copie private di opere protette realizzate usando la tecnologia del cloud computing possono avere lo stesso scopo di quelle prodotte impiegando materiali e strumenti di registrazione tradizionale o digitale”.

È una proposta che nasce dal bisogno di mantenere alto il valore della varietà culturale e di proteggere le economie che si muovono nel settore dei contenuti digitali.
Questa possibile tassazione ha creato una forte discussione non solo tra i parlamentari ma, naturalmente anche tra i consumatori che sono i diretti interessati. Inoltre la Castex non ha fornito indicazioni precise su come determinare la destinazione d’uso delle copie private nei servizi di cloud storage, e come afferma Christian Engstrom, eurodeputato svedese, la proposta è “potenzialmente disastrosa, il principio stesso di un’imposta è profondamente sbagliato: dovremmo ridurle, non aumentarle“.

Anche l’industria dell’IT si esprime in favore di Engstrom affermando che sarebbe una tassazione che si basa su un sistema antiquato e poco lungirimirante per l’Europa, inoltre danneggerebbe la libera circolazione del sapere.

Per ora la proposta è ancora una bozza in circolazione dal 20 settembre, ma le associazioni dei consumatori sono già in allerta, e quella francese sostiene con fermezza che la proposta di riforma abbia solo lo scopo di portare soldi alla casse delle Copyright collective.

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