I Muse al cinema con il concerto di Roma

La tappa del 6 luglio allo Stadio Olimpico di Roma del gruppo inglese, i Muse, sarà proiettata al cinema.
A volerlo è stata l’organizzazione a seguito del successo ottenuto (si contano più di 60.000 persone presenti), cosa che ha permesso di definirlo come il migliore concerto dell’anno proprio dal frontman Matt Bellamy.

La proiezione avverrà in 4K Ultra High Definition, una risoluzione eccellente e al momento la più elevata disponibile per una rappresentazione cinematografica. La sua risoluzione ad oltre 8,8 milioni di pixel garantisce una visione mai tentata prima per un concerto, tanto da garantire un totale coinvolgimento del pubblico.

Il concerto dei Muse sarà trasmesso in anteprima internazionale il 5 novembre alle 21 in venti fortunate città del mondo tra cui Roma e Milano nei cinema della catena UCI, Sydney, Los Angeles, Tokio, Parigi, Londra e Rio de Janeiro; il resto dell’Italia potrà andarlo a vedere una settimana dopo, il 12 novembre, in uno dei 200 cinema abilitati alla visione, consultabili sul sito , sul quale è anche possibile prenotare i biglietti.
Nei cinema in cui la risoluzione 4K non è possibile da ottenere, si presenterà lo spettacolo alla massima risoluzione possibile, cioè la 2K.

I Muse, che con il loro ultimo tour hanno venduto più di un milione e mezzo di biglietti, sono in attività dal 1992, quando Bellamy e Chris Wolstenholme, il bassista della band, hanno dato vita a questo progetto diventato ormai di fama mondiale.
Numerosi sono i premi vinti dalla band, tra tutti spicca il Grammy Awards ottenuto nel 2011 con l’Album The Resistance. E’ anche una delle band che vanta il maggior numero di canzoni introdotte come colonne sonore al cinema e maggiore fonte di ispirazione degli scrittori: basti pensare a Stephenie Mayer, autrice della saga Twilight e di Licia Troisi, autrice de Cronache del Mondo Emerso.
Anche il regista di casa nostra, Gabriele Muccino, ha voluto fortemente la band a sottolineare i momenti intensi del suo film Sette Anime.

Lo spettacolo cinematografico giunge, dunque, come apoteosi di una carriera eccezionale.

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