Il 2013 di Valentino Rossi

Siamo reduci dalla gara del Mugello e dai test disputatisi il lunedì successivo al weekend di gara sullo stesso circuito. In gara il Vale Nazionale si classificato 5° dopo una gran rimonta, considerato che partiva molto dietro dopo pessime qualifiche, ed a poca distanza dal podio. Certo Lorenzo non ha fatto prigionieri, troppo superiore per Rossi ma anche per Honda che si ritrova Pedrosa in seconda posizione ed uno Stoner abbastanza stordito. Il lunedì il colosso giapponese dall’ala alata ha fatto debuttare addirittura la rcv 2013 quella che sarà protagonista con il neo assunto Marc Marquez e l’ormai storico Pedrosa. Motore e telaio nuovi per risolvere l’oppressivo problema di chattering che attanaglia moto e piloti. La Yamaha aveva poco o niente da provare visto come è andata, così Lorenzo ha salutato tutti con un “hola a todos” ed è partito per il meritato riposo del guerriero.

Arriviamo in Ducati. Tutti si aspettavano le grandi rivoluzioni di motore e telaio che avrebbero permesso ai due alfieri della compagine tedesco-bolognese di avvicinarsi al gruppo dei migliori e coccolare il loro pupillo, Rossi, a restare con loro nel 2013. Invece nessuna news di rilievo tranne una ottimizzazione dei pesi della centralina, un nuovo software che permette nuove strategie e una caduta di Rossi al correntaio perché proprio la centralina è andata in “crash” mentre il pesarese percorreva la famosa curva. Nessun problema per il pilota ma test finiti per precauzione.

Tutto rimandato a qualche aggiornamento a Laguna Seca e poi a test da effettuare a settembre. Per quella data Rossi avrà gia deciso. Forse dentro di lui ha deciso subito dopo il test del Mugello, 33 anni, la Ducati acquisita dal colosso Tedesco Audi, ma quanto tempo servirebbe per sistemare una moto che secondo le sue dichiarazioni risulta “diametralmente” opposta al suo stile di guida. Troppo, un azzardo che, modesto avviso, non può permettersi.

Ed ecco che le soluzioni sono due:

Su di una Honda ufficiale del team Gresini con tutto il suo entourage e brandizzata San Carlo e Monster oppure la Yamaha M1 ufficiale con uno sponsor in arrivo (grazie a Rossi). Nel primo caso si troverebbe in una situazione simile a quando correva in Honda nel 2000 con l’Nsr 500 ed i colori nastro azzurro, nel secondo nella scomoda posizione di essere il compagno di squadra di uno dei piloti più forti del mondo un tale Jorge Lorenzo.

Se Rossi vorrà tornare alla vittoria punterà su una delle due giapponesi, personalmente credo in Honda, viceversa se deciderà di concludere la sua carriera da collaudatore e poi fare il dirigente oppure le gare di durata con Audi, deciderà di restare sulla Rossa che in questi ultimi due anni gli ha sorriso troppo poco per un matrimonio che si preannunciava d’amore.

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