Il Baratto come antidoto della crisi

Il 1° Gennaio 2014 si celebreranno i dodici anni dall’entrata in vigore dell’euro e mentre Grillo annuncia la volontà di indire un referendum per uscire dalla moneta unica c’è chi, in Italia, sulla scia di quanto succede in Francia, progetta di introdurre una moneta locale (la cosiddetta moneta complementare) che consenta di mettere al riparo le imprese dalle oscillazioni della finanza speculativa.

Come a Nantes circola il Nanto, in Emilia Romagna è in fase di implementazione l’Emiro. Tale valuta elettronica rappresenterebbe una forma raffinata di baratto, quello che il mondo del web ha già soprannominato Baratto 2.0. L’idea è quella di una moneta elettronica che consenta la movimentazione dell’economia regionale senza il ricorso all’euro.

Ad ogni prodotto viene attribuito un valore in Emiro e ogni aderente può quindi acquistare beni e servizi o venderli senza “versare una lira”, ma vedendo semplicemente i suoi debiti e crediti aumentare e diminuire in una sorta di camera di compensazione.

Tutto ciò nel proposito di consentire agli imprenditori di rimanere al riparo dalle manovre speculative finanziarie e in molti casi di diminuire la quantità di eccedenze di produzione. Seguendo il modello francese si potrebbe addirittura pensare di aprire il circuito, attualmente pensato solo per le imprese, anche agli individui.

Ad oggi il progetto è ancora work in progress per necessità di allargare il bacino di imprese che già sono parte dell’Efa (acronimo di Economia Facilitata), l’associazione intestataria del progetto, nata tra il circondario imolese e la provincia di Bologna nello scorso Luglio, che conta ad oggi solo 50 delle 100-150 aziende necessarie al lancio del sistema.

Qualcosa di molto simile è però già presente e funzionante sul territorio sardo. Sardex è il nome del circuito di credito commerciale attivo sull’isola che, partito nel 2010, conta ad oggi circa 800 imprenditori. Il baricentro del progetto è ovviamente la cooperazione, ad una condizione però, come recita il sito ufficiale, di”spendere nel circuito quanto dal circuito si è ricevuto“.

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